La misura è valida per gli investimenti fatti dal 24 giugno 2017

Pubblicità sui giornali, c’è il credito d’imposta

Caterina Bagnardi: regolamento pronto in queste settimane

Attualità
Taranto mercoledì 15 novembre 2017
di La Redazione
Caterina Bagnardi
Caterina Bagnardi © Tbs

C'è il credito d'imposta per gli inserzionisti pubblicitari.

Per spiegare di cosa si tratta ne abbiamo parlato con Caterina Bagnardi, vice presidente dell’Agci, l’associazione generale delle cooperative italiane, per il settore cultura.

Dunque, quali sono le novità in materia?
Con un articolo inserito nel decreto legge in materia fiscale il Governo ha modificato nei giorni scorsi la riforma per l’editoria su questo punto, prevedendo che il credito di imposta, che inizialmente doveva partire dal 2018, sia ora valido a partire dal 24 giugno 2017 (quindi per gli incrementi degli investimenti pubblicitari fatti dal 24 giugno al 31 dicembre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

È stato fissato un tetto massimo per i soldi che lo Stato mette a Bilancio per coprire questa misura?
Sì, lo Stato mette in bilancio 22 milioni per il 2017 che diventano 50 milioni nel 2018 (poi si deciderà anno per anno). Attenzione: questi tetti valgono solo per gli investimenti pubblicitari fatti su carta stampata e siti internet. Per radio e tv locali esiste un altro fondo presso il Mise, dove il tetto per il 2017 è di 12 milioni.

Cosa serve per dare attuazione a questa misura?
Serve il regolamento che disciplini concretamente l’accesso a questi crediti di imposta, dovrebbe essere pronto entro in queste settimane.

Come possono ottenere questi vantaggi gli inserzionisti pubblicitari?
Sarà prevista una finestra temporale a inizio anno, per esempio di un mese, in cui gli investitori pubblicitari dovranno presentare domanda specificando quali incrementi pubblicitari hanno fatto nel 2017 su carta stampata e internet. Chiusa la finestra temporale, si conteggiano i crediti di imposta richiesti per capire a quanto ammontano. Se superano il tetto di 22 milioni, i crediti saranno ripartiti in percentuale.

E per il 2018?
Per il 2018 e per gli anni a venire, invece, la finestra temporale ad inizio anno sarà utilizzata per le prenotazioni degli imprenditori che dovranno solo dichiarare gli incrementi pubblicitari che intendono fare in quell’anno. Chiusa la finestra gli imprenditori sapranno quanto gli verrà riconosciuto in crediti di imposta. Eventuali residui del fondo che non dovessero essere spesi (per rinunce o irregolarità eccetera) saranno rimessi in ballo riaprendo eventualmente una nuova finestra temporale per gli imprenditori che non si erano prenotati nella precedente. Una precisazione importante: per quanto riguarda la pubblicità su internet, saranno soggette a queste agevolazioni solo le pubblicità su siti di informazione che abbiano una testata registrata in tribunale e un direttore responsabile e altre specificazioni. Non quindi le pubblicità su siti di natura diversa o sui social network.

C’è il rischio che i grandi investitori pubblicitari possano fare man bassa delle agevolazioni?
Sì, e per questo abbiamo proposto di inserire un tetto massimo di cui ogni azienda può beneficiare. Il Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio si è mostrato molto interessato alla proposta e ci ha chiesto di formalizzarla per iscritto, cosa che stiamo facendo.

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