Il caso

Le foto della Notte della Vergogna

Anche quest’anno rifiuti per strada e incendi: altro che città turistica

Cronaca
Taranto martedì 03 gennaio 2017
di Enzo Ferrari*
Scene di ordinaria inciviltà nella notte di San Silvestro © Francesco Manfuso

Il consuetudinario bilancio del giorno dopo quest’anno ci racconta di un uomo di 48 anni che ha perso due dita per essersi azzardato a raccogliere un petardo da terra. Ordigno che poi sfortunatamente gli è esploso in mano.

Un bilancio meno grave degli altri anni, ampiamente compensato, però, dal solito festival dell’inciviltà che viene vissuto qua e là per la città: cassonetti incendiati, rifiuti lanciati dai balconi, compreso il solito mobilio da rottamare. Risultato: strade impraticabili e forze dell’ordine, vigili del fuoco e netturbini costretti a trascorrere la notte di San Silvestro a ripristinare la decenza violata dalla brutalità altrui. Anche questa volta, dunque, la notte della transizione tra il vecchio e nuovo anno ha dimostrato che Taranto ha due grossi problemi intrecciati da affrontare: il primo è quello del rispetto della legalità; l’altro è l’inesistente senso civico di fette numericamente non marginali dei suoi abitanti. Ingredienti che ne fanno un simbolo di vergognosa arretratezza, altro che piacevole meta turistica. Le ordinanze non servono.

Non solo perché si limitano a vietare ciò che è già vietato, ma perché sono inutili se poi non c’è qualcuno che le faccia rispettare. La mattina del 31 dicembre e fino a sera le bancarelle di rivenditori abusivi di botti erano disseminate ovunque, dalle periferie ai quartieri centrali. Sfrontatamente sotto gli occhi di tutti. Abusivismo sfacciato e quasi del tutto impunito. Appena qualche denuncia fioccata dopo i controlli di rito. Troppo poco per debellare l’assuefazione alla illegalità. L’abusivismo è fenomeno che non si genera solo a Capodanno: vive e si alimenta giorno dopo giorno, con i “tre ruote” carichi di frutta e verdura, cozze e pesce: tutto al di fuori dalla legalità e da ogni precauzione igienico-sanitaria.

Sono dappertutto, praticamente ad ogni angolo di strada. Il fenomeno è così diffuso da far sospettare che non si tratti solo di mancanza di mezzi per stroncarlo ma dell’assenza della volontà di intervenire, perché le scelte impopolari alla politica non convengono. Soprattutto se siamo prossimi alle elezioni. Torniamo però a Capodanno. Malcapitati “stranieri”, cioè settentrionali che per svariate ragioni si sono trovati a trascorrere da queste parti la notte di San Silvestro, sono rimasti allibiti dallo spettacolo indecoroso offerto dalla città. Doppiamente allibiti: per la selvaggia abitudine di sparare e lanciare per strada l’impossibile e per la totale assenza di eventi - anche lontani dal solito clichè del concertone - per proporre ai tarantini e ai visitatori una notte alternativa a quella bestiale alla quale ogni anno ci si rassegna.

Pensare ad esempio a una serie di spettacoli nelle piazze principali o a un caratteristico Capodanno in Città Vecchia, con orchestre e concertini nei luoghi più suggestivi - come avviene nelle realtà più evolute - non sarebbe un modo per recuperare alla civiltà una notte lasciata alla mercè del peggio che Taranto è in grado di esibire? Bisogna osare e sognare, bisogna avere il coraggio di spezzare la catena dell’orrido. Bisogna avere idee da sfoderare per rompere il vuoto assoluto, l’inerzia e l’apatia di chi non riesce ad andare oltre una visione raccogliticcia e senza respiro, inadeguata a rappresentare e guidare il desiderio di cambiamento e di evoluzione che pure esiste in questa città.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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I commenti degli utenti
  • Giovanni Maraglino ha scritto il 03 gennaio 2017 alle 07:32 :

    La chiamerei taranto delle vergogne.... Non solo rifiuti abbandonati per strada dai soliti incivili ma vergogna anche più grave quella che deriva dai veleni dell’area industriale a cui costantemente e non solo l’ultimo dell’anno siamo sottoposti nella completa non curanza dei nostri governanti..... A dimenticavo ringraziamo la nostra cara giunta dell’ultimo regalo fattoci: la riattivazione dell’inceneritore di Taranto sito a statte..... Tanto quel territorio è ormai contaminato.... Veleno più veleno meno.... Rispondi a Giovanni Maraglino

  • Angelo Maccaro ha scritto il 03 gennaio 2017 alle 12:28 :

    Taranto è bella ma i tarantini (una buona fetta) sono ben lungi dall’essere un popolo civile e alla pari di altri abitanti di città italiane. A noi manca proprio la cultura del bello. Siamo abituati a "fottere gli altri", a elemosinare sempre qualcosa a qualcuno, ad infischiarcene di qualsiasi altra persona tranne che di noi stessi. Le nuove generazioni, che non hanno che questi modelli a disposizione, purtroppo, sono destinate a perpetrare l’inciviltà e la maleducazione dei genitori. Rispondi a Angelo Maccaro

  • Nicola Palumbo ha scritto il 03 gennaio 2017 alle 14:03 :

    Il vero nemico di Taranto non è la frangia (non piccola) d’incivili, ma il SILENZIO dei tanti!!! Rispondi a Nicola Palumbo

  • Angelo Maccacaro ha scritto il 03 gennaio 2017 alle 16:12 :

    Rispondo al Sig. Palumbo. Il primo silenzio ad essere rotto dovrebbe essere quello delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Sembra che a Taranto le innumerevoli forze di polizia siano sempre impegnate in altro; speriamo di sapere nel 2017 come intendono reprimere l’illegalità diffusa ad ogni angolo delle strade. Per quanto riguarda le persone perbene, purtroppo, in questo clima spesso sono costrette a soccombere alla massa di "cafoni" presenti in loco. Rispondi a Angelo Maccacaro

  • Mayo ha scritto il 04 gennaio 2017 alle 03:11 :

    Leggo i commenti e come al solito i tarantini in cui fortunatamente da 10 anni non mi ci riconosco più, riescono a strapparmi sempre un sorriso: "è colpa delle istituzioni che ci hanno abbandonato, è colpa dei genitori se i figli sono in un certo modo, è colpa del cane se ci sono feci sui marciapiedi non dei padroni, è colpa ....". La solita vecchia lagna fatta di vittimismo. L’importante è che ci sia una colpa, che si trovi un colpevole anche se non esiste. Un po come la Chiesa ha fatto nei secoli con l’inquisizione in cui si vedeva il famigerato "eretico" o la "strega" anche quando non c’erano (non sono MAI esistiti), adottando torture, roghi, ecc (es. il GRANDE Giordano Bruno). Diceva un grande uomo: "non chiedete cosa il vostro paese può fare per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese"... Rispondi a Mayo

    Stella ha scritto il 04 gennaio 2017 alle 13:31 :

    Bravo Mayo ..si vede che non abiti più a Taranto come me. .purtroppo bisognerebbe andare via per un po’ da questa città x capire come ci si dovrebbe comportare..basta lamenti bisogna darsi da fare e prima di tutto non sporcare e non buttare i rifiuti ..sinceramente rispetto a quando vivevo io è migliorata ma c’è ancora tanta strada da fare..a me dispiace tanto perché Taranto la amo! Rispondi a Stella

    Mayo ha scritto il 04 gennaio 2017 alle 23:26 :

    Stella, io sono 10 anni che sono scappato da Taranto. Ti assicuro che per 30 anni ho convissuto anche io con la mentalità tarantina della strafottenza. Ora da 10 anni vivo al nord e ti assicuro che la mia mentalità è diventata cosmopolitan. Taranto non è il mondo come pensano i tarantini ma è solo una misera appendice del mondo. Bisogna disintossicarsi da certe abitudini. Eppure ti assicuro che anche in altre città del sud, si vive nella civiltà più estrema, forse anche più del nord.. E’ il cittadino a fare la città, e in minima parte l’istituzione. Il tarantino sa solo fare danni e poi lamentarsi dando la colpa alle istituzioni.Ricorda che puoi andare anche dall’altra parte del mondo, ma se non esci da certe stanze della tua mente, abiterai sempre nello stesso luogo.... Rispondi a Mayo

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