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Taranto - mercoledì 11 gennaio 2017 Cronaca

Il caso

Stefàno nel mirino delle coop sociali

Accoglienza dei minori stranieri, le accuse di Confcooperative A

La conferenza stampa di Confcooperative © Tbs
di La Redazione

Accoglienza dei minori stranieri non accompagnati: le cooperative sociali non ci stanno e attaccano il Comune.

I toni della conferenza stampa sono accesi, come quelli di chi si trova a interloquire con un muro, in questo caso l’Amministrazione comunale, su una problematica importante. È importante perché da un lato riguarda soggetti deboli e vulnerabili, i Minori Stranieri Non Accompagnati (Mnsa), ovvero i migranti bambini e adolescenti giunti nel nostro Paese senza accompagnamento alcuno, spesso affidati a uno scafista dai genitori con la speranza che possano rifarsi un futuro lontano da guerre e povertà, ma che da un altro lato riguarda lo stipendio di tanti lavoratori tarantini che, svolgendo nelle cooperative sociali un servizio regolato da una precisa normativa per la loro accoglienza, subiscono continui disagi.

Infatti Carlo Martello, presidente di Confccoperative Taranto, ha aperto la conferenza stampa di stamattina in modo lapidario: «solo dopo l’intervento della Prefettura del settembre scorso a favore dei minori stranieri non accompagnati (Msna), il Comune di Taranto ha scoperto che, sin dal 4 ottobre del 2013, è stata presentata una proposta di legge, la n. 1658, finalizzata a migliorare e rendere più organiche le misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati» Il Governo stima in settemila unità i minori stranieri soli che ogni anno arrivano in Italia e, rilevando la loro vulnerabilità che li rende facile preda dei circuiti di illegalità, prevede la loro protezione, uno dei punti salienti della proposta di legge, mediante l’istituzione di un sistema nazionale di accoglienza con un numero adeguato di posti e con standard qualitativi garantiti.

«È proprio quello – ha poi detto Carlo Martello – che per lungo tempo, ma inutilmente, la Confcooperative ha proposto di realizzare al Comune di Taranto, d’intesa con la rete delle cooperative sociali che gestiscono le comunità educative abilitate ad accogliere anche questi minori; così facendo si sarebbe potuto utilizzare un sistema omogeneo di strutture, con costi concordati, con livelli qualitativi omogenei e controllati proprio dal Comune di Taranto. Ma questo - ha spiegato Carlo Martello - all’Amministrazione Stefano non è mai interessato, preferendo essa una continua lamentela sulla scarsità delle risorse, preferendo destinare somme ingenti, anche sottratte all’Assessorato competente, ai cattivi risultati gestionali di alcune partecipate e gravando di sempre maggiori incombenze il dirigente del settore».

Dopo il duro j’accuse giunge però un messaggio di apertura al dialogo: i rappresentanti delle cooperative sociali aderenti alla Confcooperative, presenti in gran numero in conferenza stampa, hanno infatti riconfermato la disponibilità ad operare in modo organizzato e qualificato con il Comune di Taranto in questo delicato settore, anche per realizzare anticipatamente alcuni obiettivi della citata proposta di legge.

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