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Taranto - giovedì 12 gennaio 2017 Cronaca

Blitz "Mercatino"

Scacco alla famiglia dell’usura: 9 arresti

Operazione della Guardia di Finanza jonica

Un equipaggio della Guardia di Finanza © Tbs
di La Redazione

L’usura era un affare di famiglia.

I Surgo sono finiti nella rete della Guardia di Finanza. All’alba di ieri i militari delle Fiamme Gialle hanno arrestato Cosimo Damiano Surgo, 53 anni, il fratello Vittorio, di 41 anni e i figli Cristian e Pasquale, rispettivamente di 22 e 30 anni, tutti di Lizzano. In carcere anche Maurizio Leone 49enne di San Giorgio Jonico e Marcello Iannuzziello, 41enne di Policoro. Ai domicilari invece Ottavio Fornaro, 40enne di San Marzano, Mario Rago, 38enne di Policoro e Giovanni Caniglia, 68enne di Lizzano.

L’operazione Mercatino è stata condotta dai finanzieri del comando provinciale i quali hanno eseguito nove arresti tra la provincia di Taranto e quella di Matera. In sei sono finiti in carcere e tre ai domiciliari. L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività finanziaria e all’usura. I provvedimenti emessi dal gip del tribunale di Taranto, dottor Filippo Di Todaro, su richiesta del pm, dott.ssa Giovanna Cannarile, sono l’epilogo di un’attività investigativa eseguita dalle fiamme gialle con servizi di appostamento, pedinamento e con intercettazioni telefoniche che hanno consentito di sgominare un gruppo dedito ad una intensa attività di finanziamenti a tassi usurari a piccoli imprenditori in difficoltà economiche.

L’organizzazione era diretta dal 53enne lizzanese Cosimo Damiano Surgo, già coinvolto in vicende analoghe e già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno a Lizzano. Secondo l’accusa gli indagati avrebbero applicato tassi usurari pari al 10% mensile, ottenendo in garanzia dalle vittime assegni ed effetti cambiari. A fronte dei mancati pagamenti degli interessi il gruppo procedeva alla loro ricapitalizzazione, facendo così aumentare in modo esponenziale l’importo del capitale da restituire. Una delle persone arrestate si è resa responsabile anche del reato di favoreggiamento personale, in quanto, attraverso l’emissione di fatture fiscali riferite ad operazioni false, ha mascherato alcuni prestiti usurari, facendo figurare come se i titoli di garanzia prodotti dalle vittime fossero riconducibili al pagamento delle fatture. Un imprenditore, al quale sono stati concessi più prestiti a tassi usurari, opera nel settore della vendita ambulante nei mercati rionali delle province di Taranto e Brindisi (da qui la denominazione all’operazione).

Nei confronti degli arrestati e dei loro familiari è stato eseguito, sempre su disposizione del gip, il sequestro preventivo di beni e di disponibilità finanziarie del valore di circa 200mila euro.

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