La decisione

Tangenti in Marina Torna libera Elena Boicea

Il Gip ha revocato gli arresti domiciliari con braccialetto

Cronaca
Taranto lunedì 20 marzo 2017
di La Redazione
L'ingresso della sede della Marina Militare © Renato Ingenito

Tangenti in Marina: torna libera Elena Boicea la compagna del capitano di vascello Giovanni Di Guardo.

Il gip ha revocato gli arresti domiciliari con braccialetto accogliendo la richiesta dell’avvocato Luca Balistreri. Alla donna viene però imposto il divieto di espatrio. Com’è noto per 17 persone il processo inizierà il prossimo 5 maggio dinanzi al tribunale collegiale. L’inchiesta è iniziata il 14 settembre del 2016 quando i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, al termine di un servizio di pedinamento e appostamento, hanno arrestato il capitano di vascello Giovanni Di Guardo, allora comandante di Maricommi e l’imprenditore Vincenzo Pastore, presidente di una cooperativa specializzata in lavori di pulizia e sindaco di Roccaforzata nell’ambito di una indagine per un appalto di 11 milioni e 300 mila euro.

I due sono stati fermati, perquisiti e trovati in possesso di due buste contenenti 5 mila euro in contanti. Su disposizione del sostituto procuratore Maurizio Carbone sono stati arrestati per corruzione. Un primo riscontro investigativo nell’ambito di una indagine per vari reati contro la pubblica amministrazione, tra cui la induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e turbativa d’asta. Coinvolti diversi imprenditori tarantini che, per ottenere commesse dalla Marina Militare, avevano pagato tangenti.

Nell’ottobre del 2016, nell’ambito della stessa inchiesta, il gip ha emesso ulteriori provvedimenti di custodia cautelare in carcere nei confronti sempre di Giovanni Di Guardo, della sua convivente rumena, di cinque imprenditori e di un dipendente civile del Ministero della Difesa, per i reati di associazione per delinquere finalizzata a commettere più delitti di corruzione aggravata e turbativa d’asta.

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