Sindacati sul piede di guerra

“Lei non sa chi sono io” e parte la contestazione

Scontro verbale in “portineria”

Cronaca
Taranto mercoledì 05 aprile 2017
di La Redazione
Autobus Amat © Tbs

“Lei non sa chi sono io”. E, nel giro di pochi minuti, parte la contestazione disciplinare nei confronti di un lavoratore.

A denunciare quanto avvenuto nei giorni scorsi all’Amat sono le segreterie aziendali di Uiltrasporti e Fit Cisl. «Lo scorso 31 marzo un dipendente in servizio presso la postazione “portineria”, nello svolgere il proprio dovere di controllo di accesso sulle autovetture private all’interno dell’azienda, è stato “apostrofato” in malo modo da un visitatore sconosciuto all’operatore reo di aver adempiuto agli ordini di servizio aziendali - si legge in una nota delle organizzazioni sindacali di categoria.

È incredibile che nel 2017 qualcuno pensi che al grido “lei non sa chi sono io” si possano eludere leggi e regolamenti, fossero anche aziendali, o di essere in possesso di ragioni assolute che possano “far saltare” addirittura una riunione del Consiglio di Amministrazione. Ma ciò che lascia davvero interdetti è che qualcuno abbia immediatamente dato voce a questi soprusi, pensando bene in pochi minuti di inviare nota di contestazione disciplinare».

Uiltrasporti e Fit Cisl chiedono che «la stessa solerzia e tempestività» sia utilizzata per «risolvere i quotidiani problemi della nostra azienda, adempiendo a tutti gli obblighi di legge soprattutto quelli legati alla sicurezza sugli impianti di lavoro. Ci chiediamo se la persona in questione sappia con certezza assoluta quanti soldi siano stati spesi per riparare la barra posta all’ingresso della nostra azienda e da quanto tempo siamo in attesa di capire quali forme e quante forme assumerà la barra, nonostante le varie note sindacali inviate alla direzione. Ci chiediamo se il signor “lei non sa chi sono io” abbia contezza dei soldi spesi per le strisce pedonali aziendali che ha con arroganza ignorato durante la sua permanenza in azienda parcheggiandosi sopra, impedendo (cosa gravissima), la libera uscita ad un dipendente che doveva recarsi ad espletare terapia di dialisi».

Nella nota, inviata al presidente dell’Amat e, per conoscenza, al sindaco Stefàno, i sindacati ricordano «all’azienda ed al “signor Lei non sa chi sono io” che tale comportamento, secondo la giurisprudenza, è considerato come reato (Cassazione n° 11621/2012) ed a tal fine ci riserviamo ogni azione a tutela del lavoratore. Non ci prosteremo a questo tipo di soprusi, dando voce e difendendo l’operato del lavoratore in tutte le sedi opportune e chiediamo, sin da subito, il ritiro della contestazione e le scuse».

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I commenti degli utenti
  • Umberto Del Monaco ha scritto il 05 aprile 2017 alle 13:20 :

    A tutti coloro che usano la idiota frase - Lo sai chi sono io- rispondere con una sonora Pernacchia !!!! Rispondi a Umberto Del Monaco

    Antonello ha scritto il 08 aprile 2017 alle 19:44 :

    Bravi lo sento spesso sono le persone che si montano troppo Rispondi a Antonello

    angela sisto ha scritto il 07 aprile 2017 alle 18:43 :

    sarebbe bene che fosse pubblicato il nome per fare una pernacchia generale Rispondi a angela sisto

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