Il caso

Ilva, ecco le auto di lusso

Suv e vetture di grossa cilindrata a dirigenti e quadri

Cronaca
Taranto giovedì 13 aprile 2017
di La Redazione
Una veduta dello stabilimento dell'Ilva © n.c.

TARANTO - Alla faccia della crisi. Si possono perdere quote di mercato, si possono mandare in cassa integrazione 3.300 dipendenti, si può rischiare l’imponderabile in una situazione caotica che si trascina da ormai cinque anni, ma guai a perdere lo smalto delle apparenze. Che devono restare quelle di un’azienda in forma smagliante.
Deve essere questa, evidentemente, la filosofia che sottende certe scelte aziendali che paiono davvero inopportune e fuori luogo. Non si spiega diversamente l’acquisto di auto di lusso - in alcuni casi di super lusso - che l’Ilva ha deciso di fornire in dotazione ad alcuni dirigenti e quadri.
Nella lista della spesa, aggiornata all’autunno scorso, spiccano una Bmw X3 pagata 48.504,48 euro e una Volvo XC60 che costa 40.181,04. Prezzo più basso per l’Alfa Romeo Giulia da 32.418,72 euro destinata quindi al meno fortunato dei dirigenti, mentre il top è una Mercedes Glc dal prezzo di 53.999,52 euro.
D’accordo, saranno leasing e queste cifre non rappresenteranno certo la parte più significativa nel bilancio di quella che resta ancora la più grande acciaieria d’Europa. Ma un problema di opportunità si pone. C’è una sensibilità da rispettare; ci sono migliaia di lavoratori finiti in cassa integrazione che non saranno felici di sapere che mentre il loro stipendio viene ridotto, la loro azienda pensa a spendere soldi per l’acquisto di super suv e auto di lusso.
Manca, in queste scelte, proprio lo spirito di grande famiglia che dovrebbe distinguere una grande società che attraversa il momento più difficile della sua storia. Tutto ciò, poi, proprio quando i sindacati lamentano assenza di attenzione su problemi scottanti e inderogabili come la precaria o addirittura inesistente manutenzione degli impianti.
Il timore è che certe scelte possano nascondere una grave distanza tra i piani alti dell’azienda e i dolori di ogni giorno, di ogni lavoratore che non sa che fine potrà fare al termine della estenuante procedura di vendita per la quale, come è noto, sono in corsa le cordate guidate da Arcelor Mittal, da una parte, e da Jindal dall’altra.
Ecco, in un momento così carico di incertezze ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso, più solidale e da buon padre di famiglia.
Così, invece, sembra che la gestione commissariale abbia cuore e testa da tutt’altra parte.

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I commenti degli utenti
  • Nicola spiridione ha scritto il 13 aprile 2017 alle 11:51 :

    Nella mia azienda i dirigenti hanno una quota fissa per l auto e un modello da scegliere. Se nn gli sta bene la Differenza economica per la macchina che preferiscono ce la mettono loro. Si fa in tante aziende e immagino anche in ilva. No? Rispondi a Nicola spiridione

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