L'evento

Il caso di Matt e Bise: i fenomeni del business

Affari editoriali per gli idoli della rete. Ma è davvero talento?

Cronaca
Taranto giovedì 20 aprile 2017
di Valeria Cigliola
Matt e Bise © Tbs

Esterno giorno, lunedì della settimana di Pasqua.

Centinaia di persone (ragazzini e genitori), in fila già all’ora di pranzo davanti ad una nota libreria del Borgo, transenne ad interdire al traffico una piazza e una via cittadine, un’ambulanza pronta a partire in caso di necessità e uomini della Protezione Civile ad affiancare lo staff della libreria. All’interno dello store non c’era J. K. Rowling, acclamata autrice della saga di Harry Potter, c’erano Matt & Bise, al secolo Matteo Pelusi e Valentino Bisegna, entrambi classe 1993. Il loro libro “Una mamma per nemica” va a ruba e solo a Taranto vende, quel giorno e per tutta la settimana che precede la loro visita, quasi un migliaio di copie.

Se non li conoscete, non conoscete neanche Dexter, Antony Di Francesco, Benji e Fede e tanti altri. Eppure alcuni di loro hanno abbondantemente superato il milione di iscritti. Dove? Su YouTube. Pubblicano video, Matt&Bise scenette demenziali che hanno per oggetto il rapporto conflittuale mamma e figlio, alcuni si autofilmano mentre giocano ai videogame, qualcun altro canta o suona uno strumento, etc. E dallo schermo del pc o del telefono fanno a volte il grande balzo, approdando alla tv commerciale. A giustificare il successo, nella maggior parte dei casi, non ci sono abilità particolari se non quella di attrarre folle di ragazzini tra i 9 e i 14 anni, ma qualcuno di loro merita più attenzione. Frank Matano per esempio nasce sul web, oggi lo vediamo in programmi Rai.

La rete si è trasformata in un canale, un altro, attraverso il quale farsi conoscere e attrarre l’attenzione dei talent scout. Ottimo. Riconoscere il talento vero, però, non è semplice, milioni di followers possono non significare nulla, e forse la rete ha le maglie un pò troppo larghe. Il suo difetto è anche il suo più grande pregio: chiunque, ma proprio chiunque può pubblicare qualcosa. Non appena sul web esplode un fenomeno di questo tipo, gli editori fiutano odore di affari e la pubblicazione di un libro è automatica. Funziona così per tutti o quasi questi personaggi.

Le vendite sono assicurate, la sostanza meno. Matt&Bise, quel giorno, erano accompagnati dai manager della loro casa editrice e da due buttafuori. Dalle 17.30, ora in cui si sono sistemati nella loro postazione, circondati dai libri di chi magari ha lavorato anni per arrivare a pubblicare, fino alle 21, si è assistito ad un “firma copie” senza pause. Sono disinvolti, Matteo e Valentino, forse anche simpatici, magari avranno una lunga e brillante carriera in tv. Speriamo che qualche libro vero lo leggano, ogni tanto. Di certo quel giorno non hanno fatto da traino per altre vendite, anzi le hanno scoraggiate.

Chi avrebbe messo piede in quell’inferno? Fino a pochi anni fa, se si voleva fare musica, bisognava bussare alle porte delle case discografiche con un demo in mano; chi voleva lavorare in tv doveva passare per decine di audizioni. Non è detto che fosse un bene. Lo dimostra il clamoroso errore delle etichette legate alla Emi che rifiutarono i Beatles. Negli anni 80 esplosero fenomeni come Madonna, Michael Jackson e George Michael, non prodotti di consumo ma autentici talenti, con profili ben definiti, abili anche nel gestire le proprie carriere. Oggi la rete, prateria sconfinata dove si galoppa velocemente, forse facilita le cose all’inizio, ma non è detto che ciò sia positivo in ogni caso, soprattutto quando intreccia “luoghi” importanti come l’editoria libraria.

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I commenti degli utenti
  • Roberto ha scritto il 14 giugno 2017 alle 17:09 :

    Sono molto d'accordo con quanto scritto. La nascita e la ribalta di fenomeni di massa come questi due ragazzi mi lasciano perplesso, sopratutto quando poi sconfinano in settori in cui sono palesemente inappropriati. Ma a chi dare la responsabilità maggiore, se non a noi pubblico che siamo il motore stesso di questi fenomeni? Piuttosto bravo a chi li sfrutta al meglio. Rispondi a Roberto

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