Il futuro del siderurgico

La partita doppia dell’Ilva

Il 9 giugno l’udienza sui patteggiamenti. Sulla vendita pressing dei sindacati

Cronaca
Taranto venerdì 21 aprile 2017
di La Redazione
L'Ilva di Taranto © Tbs

E’ stata fissata per il 9 giugno prossimo l’udienza dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto per decidere sui patteggiamenti presentati dalle società Ilva spa e Riva Forni Elettrici, la cui posizione è stata stralciata nel processo Ambiente Svenduto.

Ad occuparsene sarà un nuovo collegio di giudici a cui la Corte presieduta da Michele Petrangelo ha rinviato gli atti. La richiesta di patteggiamento dell’Ilva spa prevede otto mesi di commissariamento giudiziale, affidato sempre agli attuali commissari Gnudi, Carrubba e Laghi, e 241 milioni a titolo di confisca, quale profitto del reato compiuto tra il 2009 e il 2013, e altri 2 milioni come sanzione. Il patteggiamento di Riva Forni Elettrici si aggira invece sui 2 milioni di euro. I legali dell’ex Riva Fire avevano chiesto uno stralcio della loro posizione in attesa che si perfezionasse il rientro dall’estero in Italia del miliardo e 230 milioni sequestrato nel 2013 dalla Procura di Milano, custodito nei sette trust dell’isola del Canale della Manica aperti dalla famiglia Riva.

La Corte d’Assise ha però respinto l’istanza. Come è noto, il Tribunale Federale di Losanna ha rinviato al 31 maggio prossimo, indicando nell’ordinanza questo termine come tassativo, la decisione sul rientro in Italia di 1,3 miliardi di euro, sequestrati agli ex proprietari dell’Ilva nell’ambito di una inchiesta della procura di Milano e custoditi in sette trust dell’isola del Canale della Manica aperti dalla famiglia Riva. La proroga è legata all’attesa della pronuncia della Royal Court di Jersey. L’ulteriore proroga, che ora però sarà definitiva, si è resa necessario in quanto la Royal Court del Jersey, a sua volta, ha fissato al 12 maggio la nuova udienza nella quale dovrà esprimersi sullo svincolo del denaro.

Solo in seguito a una pronuncia favorevole della Corte di Jersey, il tribunale federale di Losanna potrà rispondere positivamente alla richiesta di assistenza giudiziaria presentata dal tribunale di Milano. Quei soldi sono destinati alla bonifica e alla decontaminazione dello stabilimento, che si avvicina al passaggio di mano dalla gestione commissariale a quella (nuovamente) privata, con la sfida ArcelorMittal-Jindal. Sulla complessa partita a scacchi per la vendita è da registrare il pressing delle organizzazioni sindacali. «Ribadiamo la necessità di un piano industriale chiaro e di un cronoprogramma certo per lo stabilimento Ilva dopo i numerosi decreti varati dal Governo.

Parallelamente occorrono certezze anche per gli interventi ambientali dentro la fabbrica e nelle aree esposte all’inquinamento industriale. Che sia fatto per Taranto quello che finora è stato solo annunciato» le parole del segretario Uilm, Antonio Talò. La Fim Cisl rilancia «un confronto» con l’Ilva «utile per definire un cronoprogramma degli interventi di manutenzione necessari: è ormai noto a tutti lo stato in cui versano gli impianti e la necessità di intervenire per garantire lo stato degli stessi e, di rimando, la sicurezza degli operatori sociali e delle aziende d’appalto. La richiesta scaturisce dalla volontà di dare seguito alle varie segnalazioni che come Fim abbiamo fatto sulle condizioni impiantistiche. Non siamo mai stati per la denuncia fine a se stessa, ma per mettere in campo energie utili a risolvere i problemi delle persone.

Attendiamo quanto prima un tavolo di confronto con i nostri rappresentanti per la sicurezza che possa anche dissipare i dubbi che ci sorgono naturali».

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