Il fatto

Chiedevano soldi per restituire la refurtiva

Dopo un appostamento due arresti dei carabinieri per un “cavallo di ritorno”

Cronaca
Taranto venerdì 21 aprile 2017
di La Redazione
Chiedevano soldi in cambio della refurtiva © Tbs

Hanno tentato di estorcere denaro ad un loro connazionale ma sono finiti nella rete tesa dai carabinieri.

I carabinieri della Stazione di Marina di Ginosa hanno scoperto un caso di “cavallo di ritorno” e hanno arrestato per tentata estorsione e minaccia aggravata, Alexandru Marian Radut e Alin Alexandru Frunza, entrambi venticinquenni, già noti alle forze dell’ordine, di nazionalità rumena senza fissa dimora. Le indagini hanno avuto inizio quando i militari di Marina di Ginosa hanno ricevuto una telefonata da parte di un cittadino rumeno, domiciliato in un comune dell’hinterland barese il quale ha riferito di essere rimasto vittima di un furto.

L’uomo ha denunciato che dopo un raid avvenuto alcuni giorni prima nella sua abitazione, ha contattato i due connazionali, i quali, per la restituzione di un motociclo, un casco, un laptop, due casse acustiche e un decoder, pretendevano il pagamento della di 300 euro. I due dopo una trattativa hanno dato appuntamento al loro connazionale in una contrada di Marina di Ginosa intimandogli di presentarsi da solo e di portare con sè il denaro. I carabinieri hanno invitato la vittima a recarsi in caserma per dare inizio all’attività investigativa sul tentativo di “cavallo di ritorno”. Raccolta la denuncia hanno pianificato un servizio di appostamento e pedinamento per monitorare i movimenti degli autori dell’estorsione.

Gli investigatori in borghese hanno atteso la consegna del denaro da parte dell’uomo, che tra l’altro era stato minacciato anche di morte con un taglierino, e sono intervenuti e hanno bloccato i due sorprendendoli con il denaro in mano. La refurtiva, che è stata rinvenuta all’interno di una monovolume in uso ai due rumeni, è stata restituita al proprietario mentre l’autovettura è stata sequestrata. Nel corso della successiva perquisizione di un locale in uso agli arrestati i militari dell’Arma hanno rinvenuto alcuni telefonini cellulari, uno scooter e rame, su cui sono in corso accertamenti per stabilirne la provenienza.

I due rumeni su disposizione del magistrato di turno sono stati condotti nella casa circondariale di Taranto.

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