A Lecce

Blitz Feudo, al via l’udienza preliminare

Sotto processo 87 imputati

Cronaca
Taranto venerdì 21 aprile 2017
di La Redazione
Operazione Feudo della Guardia di Finanza
Operazione Feudo della Guardia di Finanza © Renato Ingenito

Udienza, stamattina dinanzi al Gup del tribunale di Lecce per 87 imputati nel processo “Feudo”.

Alla sbarra presunti appartenenti al clan Cesario e storici esponenti della mala tarantina come Nicola De Vitis e Orlando D’Oronzo. Contestati reati come traffico di droga, racket, usura, riciclaggio di denaro, armi. Il giro illecito tra Città Vecchia, Tamburi, Paolo VI e Statte. A giugno dello scorso anno trentotto gli arrestati e quarantotto gli indagati a piede libero.

Finirono in carcere Vincenzo Basile, Cosimo Bello, Gianni Bello, Luciano Bello, Michele Boccuni, Cataldo Caporosso, Angelo Cellammare, Alberto Cesario (nato il 24-4-1977), Domenico Cesario, Raffaella Cesario, Orlando D’Oronzo, Egidio De Biasio, Daniela De Gennaro, Nicola De Vitis, Luigi Di Bella, Vincenzo Di Comite, Carmelo Dimauro, Cosimo Alessio Ferrigni, Marco Ferrigni, Francesco Gesualdo, Egidio Guarino , Graziano Liuzzi, Alberto Marangione, Carlo Mastrochicco , Cosimo Morrone, Anna Rabindo, Vittoria Russo, Domenico Scarci, Filippo Sebastio. Agli arresti domiciliari, invece, Gianpiero Albano, Alessio Bello, Pasquale Cesario, Vincenzo Collocolo, Nicola Guarella, Cataldo Sebastio, Vincenzo Sebastio e Aldo Solfrizzi. Giuseppe Cesario, detto Pelè, deceduto il 29 marzo del 2014, era il capo indiscusso. “Io sono il padrino” aveva detto più volte agli affiliati.

Cesario decideva su tutto e su tutti. Controllava tutte le attività del clan, decideva sulla destinazione dei proventi molti dei quali reimpiegati in attività economiche lecite, dava i compensi, compreso quelli utilizzati per il sostentamento delle famiglie degli affiliati che erano in carcere.

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