A Trani

Accusato di essere l’esecutore dell’omicidio Axo, tenta il suicidio in carcere

E' stato salvato dai compagni di cella e da un agente di Polizia penitenziaria

Cronaca
Taranto sabato 22 aprile 2017
di La Redazione
Il luogo dell'omicidio Axo © Tbs

Ha tentato il suicidio nel carcere di Trani, Antonio Bruno, ritenuto l’autore materiale dell’omicidio di Giuseppe Axo.

E’ avvenuto l’11 aprile scorso ma la notizia è trapelata solo oggi. Bruno ha tentato di impiccarsi alle sbarre del bagno della cella ed è stato salvato in extremis dai compagni di cella e dagli agenti di polizia penitenziaria. Dopo aver tentato di togliersi la vita è stato ricoverato nell’infermeria dell’istituto penitenziario. E’ assistito da uno psichiatra. Il giorno dopo il tentativo di suicidio il giudice ha decretato la compatibilità con il regime carcerario accertata da una perizia medico-legale. Il difensore di Antonio Bruno, l’avvocato Maria Letizia Serra, aveva infatti chiesto la scarcerazione del suo assistito per incompatibilità con il regime carcerario.

A fine marzo Il presunto autore materiale dell’omicidio è stato dichiarato capace di intendere e di volere e quindi imputabile. Lo ha stabilito il medico legale Gimmy Carbotti che ha eseguito la perizia psichiatrica su incarico del gup Pompeo Carriere. Nell’ultima udienza si è parlato della perizia psichiatrica ma anche dell’autopsia che, dopo l’omicidio avvenuto alla Salinella, è stata eseguita del medico legale, dottor Vinci. Il gup ha accolto la richiesta avanzata dall’avvocato Maria Letizia Serra, difensore dei presunti autori del delitto, i fratelli Antonio e Francesco Bruno e Il rito alternativo è condizionato alla perizia psichiatrica su Antonio Bruno e all’audizione del medico legale che ha eseguito l’autopsia.

I familiari della vittima sono rappresentati dall’avvocato Egidio Albanese. I fratelli Antonio e Francesco Bruno dopo il delitto avvenuto più di un anno fa sono stati arrestati dalla Squadra Mobile in un cantiere edile, a Taranto 2. Axo sarebbe stato ucciso per vendetta dopo un litigio avvenuto con i Bruno alcuni giorni prima dell’omicidio. Una lite alla quale sarebbe da far risalire la frattura del setto nasale e dello zigomo riportate da uno dei fratelli. Poi una vera e propria esecuzione, con una mitraglietta Scorpion, fatta ritrovare in un cespuglio nei pressi di un cavalcavia in via Ancona.

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