Fissato per oggi l’incontro a Roma con Am InvestCo

Piano ambientale: sarà confronto duro

Insieme al piano industriale traccerà il quadro della nuova Ilva

Cronaca
Taranto martedì 14 novembre 2017
di La Redazione
Polveri ai Tamburi
Polveri ai Tamburi © Tbs

C'è il piano ambientale per (provare a) rendere ecocompatibile l’Ilva di Taranto all’ordine del giorno dell’incontro fissato per oggi, martedì 14 novembre, al Mise, il Ministero per lo Sviluppo Economico.

Un appuntamento che si inserisce nell’ambito del negoziato che porterà Am InvestCo, joint venture tra ArcelorMittal (in maggioranza all’85%) e Marcegaglia che si avvia a prendere possesso degli asset Ilva. Il nodo da sciogliere, quello delle emissioni inquinanti in atmosfera e delle polveri che, in particolar modo al rione Tamburi, impregnano il cielo con tutte le conseguenze che ne derivano. Non solo. La Fiom Cgil intende porre all’attenzione del tavolo l’articolo 13 del Dpcm del 29 settembre che prevede lo smaltimento di amianto entro il 23 agosto 2023.

«Le 3750 tonnellate di amianto censito ancora da smaltire, oltre alle 1750 tonnellate già smaltite dalla gestione commissariale necessitano di un tavolo tecnico specifico, con i ministeri competenti, per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e per allontanare dalle fonti di rischio gli stessi lavoratori anche attraverso l’estensione dei benefici previdenziali da esposizione ad amianto per gli stessi dipendenti Ilva» dicono Francesco Brigati e Giuseppe Romano. I rappresentanti dei metalmeccanici della Cgil hanno inviato una lettera al Dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio della Regione Puglia e, per conoscenza, ad Arpa Puglia, all’Asl di Taranto, al ministero dell’Ambiente e al ministero della Salute in cui si chiede allo stesso Ente regionale «lo stato di attuazione delle attività richieste ad Arpa Puglia e all’Asl con la nota del 30 maggio sottolineando che l’amianto rappresenta una grande criticità, sia in riferimento all’esposizione al rischio dei lavoratori sia in riferimento al rischio ambientale, aggravata dall’eventuale presenza di materiale contenente amianto non censito».

La Fiom ha più volte «richiesto - concludono Romano e Brigati - la necessità di conoscere non solo la mappatura ma anche il piano di bonifica, incluso il cronoprogramma, i tipi e lo stato di amianto, i procedimenti applicati per la bonifica, il numero e i dati anagrafici degli addetti, le caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto e le misure adottate e in via di adozione per la tutela della salute dei lavoratori». Il confronto di domani a Roma si annuncia come un’altra, difficile tappa del cammino di Am InvestCo verso l’Ilva.

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