Il fatto

Blitz "Lampo": mafia e droga, dodici arresti

L’organizzazione legata ad una cosca della ‘ndrangheta di Rosarno

Cronaca
Taranto martedì 14 novembre 2017
di La Redazione
Operazione
Operazione "Lampo", sgominata associazione mafiosa © Tbs

Una cosca della ‘ndrangheta gli aveva dato il grado di “padrino” e Dino Caporosso grazie a quell’investitura era riuscito a infiltrarsi nei settori economici più redditizi come quella dei prodotti ittici.

Il suo gruppo che faceva affari con traffico della droga e aveva anche deciso di avere un referente politico fornendo sostegno elettorale ad un candidato tarantino in occasione del rinnovo del consiglio regionale del 2015. Un sostegno politico “a sua insaputa” (il politico non è indagato) che non è stato però sfruttato in quanto il candidato non è stato eletto. Dodici gli arresti scattati stamattina nell’ambito dell’operazione “Lampo” condotta dai carabinieri del Ros di Lecce. Undici le persone finite in carcere tra le quali Cataldo Caporosso.

Un dodicesimo indagato è finito ai domiciliari per un tredicesimo è scattato invece l’obbligo di presentazione alla p.g. Oltre a Cataldo Caporosso sono indagati Alberto Caporosso, Tommaso Putignano, Pietro Damaso, Ivano Andresini, Gianvito Gentile, Michele Monaco, Cristiano Balsamo, Massimiliano Lovero, Valentino Antonio Laterza, Gianvito Gentile, Riccardo Sgaramella, Emanuele Pignatelli e Mario Miolla.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Ros supportati dai loro colleghi dei comandi provinciali di Taranto, Bari e Pavia. In tredici devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, danneggiamento e rapina con l’aggravante del metodo mafioso, detenzione illecita di armi da fuoco, trasferimento fraudolento di valori. Le indagini sono state avviata nell’ottobre del 2014. Nel mirino un gruppo malavitoso legato alla Scu, capeggiato da Dino Caporosso già condannato con sentenza irrevocabile per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Secondo l’accusa era legato al noto boss calabrese Umberto Bellocco, vecchio “patriarca” della “’ndrangheta”, a capo dell’omonima cosca di Rosarno. Gli invesatigatori hanno accertato che Caporosso avrebbe rivestito il ruolo di referente criminale della cosca calabrese nel territorio tarantino. E’ emersa la capacità intimidatrice del gruppo con il ricorso ad azioni violente di danneggiamento e rapina all’interno del mercato ittico di Taranto, finanche ricorrendo ad una motosega di grosse dimensioni per causare danni al magazzino per la vendita di prodotti ittici della Starfish s.r.l., a seguito dei dissidi sorti tra Caporosso e un suo socio (altro indagato e per il quale il gip non ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza riguardo all’appartenenza al gruppo malavitoso) a seguito dell’estromissione del primo dalla società. Accertato anche il tentativo di recuperare dei preziosi rubati, insieme a Tommaso Putignano, da un esercizio commerciale del luogo, attraverso una azione intimidatoria.

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I commenti degli utenti
  • Caporosso Tina ha scritto il 14 novembre 2017 alle 10:37 :

    Basta con tutte queste menzogne basta accanirsi sempre puntando il dito su di noi. Nn conoscete i fatto nn ci sn prove di nulla ancora una volta la magistratura ha manipolato a pieno piacimento il tutto causando danno nn solo a mio padre caporosso cataldo ma anche a mio fratello Alberto ....ragazzo d'oro buono di animo e pulito in tutto non conosce cattiveria e quello dipinto dalla magistratura non è affatto il ragazzo che tutti conoscono e amano Rispondi a Caporosso Tina

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