Al via la discussione sul piano ambientale di ArcelorMittal

«Acciaio sostenibile». Si riparte il 27

Ilva, incontro al Mise. Am InvestCo ribadisce l’intenzione di investire

Cronaca
Taranto mercoledì 15 novembre 2017
di La Redazione
Incontro a Roma presso la sede del Ministero per lo Sviluppo Economico
Incontro a Roma presso la sede del Ministero per lo Sviluppo Economico © Tbs

Il piano ambientale dell’Ilva sarà oggetto di un nuovo incontro tra sindacati e commissari dell’azienda, presso il ministero dello Sviluppo economico, il prossimo 27 novembre nel tardo pomeriggio.

L’appuntamento è stato fissato dopo il primo round che si è tenuto al ministero oggi. Il 28 novembre ci sarà, di mattina, un incontro sul piano industriale mentre nel pomeriggio si tornerà a discutere degli interventi sul fronte ambientale. All’incontro odierno presenti il viceministro Teresa Bellanova, il leader dei sindacati di categoria Rocco Palombella (Uilm), Francesca Re David (Fiom-Cgil), Marco Bentivogli (Fim-Cisl) e per ArcelorMittal il Ceo delegato per l’Italia Matthieu Jehl.

«Esamineremo la compatibilità degli investimenti con gli interventi che l’azienda farà in termini ambientali e tecnologici - ha detto Rocco Palombella prima dell’incontro - speriamo di avere una visione chiara dei tempi dei lavori che si faranno, in particolare sulla copertura dei parchi minerari che hanno una superficie molto estesa e che, secondo quanto annunciato, l’amministrazione straordinaria dovrà avviare a breve».

Al termine dell’incontro è stata fissata la data del prossimo incontro con i sindacati sul piano industriale dopo che ArcelorMittal nei giorni scorsi ha trasmesso ai sindacati nuovi documenti sul dossier. Secondo il piano industriale, gli investimenti di carattere ambientale dovrebbero ammontare a 1,15 miliardi di euro. Il piano ambientale, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, prevede l’investimento di 300 milioni presso i parchi minerali (compresa la copertura di parchi primari), 190 milioni per le cokerie (destinati, ad esempio, a rivestimenti refrattari, miglioramento dell’aspirazione dei fumi e nuove torri di spegnimento), 172 milioni per vari lavori di bonifica (tra cui rimozione dell’amianto e gestione dei residui storici), 167 milioni per il trattamento delle acque reflue, 128 milioni per la copertura dei nastri trasportatori e degli edifici, 40 milioni per il piano di aggiornamento del sistema antincendio, 35 milioni per il rivestimento dei precipitatori elettrostatici per la depolverazione primaria presso l’impianto di agglomerazione, 30 milioni per l’area Grf e la desolforazione delle acciaierie.

Nei prossimi sette anni sono previsti investimenti per 2,4 miliardi di euro: 1,25 miliardi, come detto, per la parte industriale, 1,15 per quella ambientale. Obiettivo della nuova proprietà è la produzione, entro l’agosto 2023, di otto milioni di tonnellate di acciaio. Nei giorni scorsi si è tenuto a Taranto un incontro tra il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova (in rappresentanza dell’esecutivo) e sindacati sulla situazione complessiva. Al termine del vertice Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno definito “importanti i primi impegni che lo stesso vice ministro ha garantito in merito ai circa 7 mila lavoratori dell’indotto, per i quali ha assicurato l’impegno del governo”.

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