Indagini su Cataldo Caporosso: emergono altri particolari

Operazione Lampo, ora è la volta degli interrogatori

In 13 devono comparire dinanzi al gip. Sono 28 gli indagati

Cronaca
Taranto mercoledì 15 novembre 2017
di La Redazione
Blitz Lampo,  incontro tra i componenti del gruppo capeggiato da Cataldo Caporosso
Blitz Lampo, incontro tra i componenti del gruppo capeggiato da Cataldo Caporosso © Tbs

Blitz Lampo: in attesa degli interrogatori, che dovrebbero tenersi tra oggi e domani, emergono altri particolari dalle indagini dei carabinieri del Ros che hanno consentito di azzerare l’organizzazione che faceva capo a Cataldo Caporosso.

Ventotto gli indagati. Secondo l’accusa il gruppo oltre a infiltrarsi nei settori economici più redditizi come quella dei prodotti ittici avrebbe fatto affari con il traffico di droga e avrebbe anche deciso di avere un referente politico fornendo sostegno elettorale ad un candidato della provincia jonica in occasione del rinnovo del consiglio regionale del 2015. Infatti durante quelle consultazioni l’organizzazione capeggiata da Caporosso avrebbe lavorato per sostenere il candidato Antonio Scalera, consigliere regionale uscente, ricandidatosi nel 2015, ma non eletto. In una intercettazione ambientale che è stata captata dagli investigatori dell’Arma nel maggio del 2015 Caporosso mentre si trova in auto dice a un’altra persona: «Sto raccogliendo un po’ di voti per Scalera? Per contare su un punto d’appoggio là».

Il riferimento, scrive il gip di Lecce, è rivolto all’utilità per il suo gruppo di poter contare nell’amministrazione regionale «su rappresentanti politici a loro debitori». La richiesta di Caporosso poi si fa più esplicita. «E se non hai preferenze lo dai a Scalera, domani avrò un punto d’appoggio là». Qualche giorno prima delle elezioni Caporosso avrebbe organizzate un incontro elettorale al quale, nonostante la sua assenza per sottoporsi ad un intervento chirurgico, parteciparono circa settanta persone. «Appena dimesso dalla clinica proprio la mattina delle consultazioni – si legge negli atti dell’inchiesta - Caporosso con la moglie «si adoperava con amici e parenti affinché andassero a votare». In una precedente intercettazione registrata a marzo del 2015 Caporosso parla dei suoi programmi espansionistici per il controllo della politica. «Se noi a quello lo portiamo là – spiega – stiamo in prima fila».

Lascia poi intendere di voler cambiare registro. «Perché fino a mo’ – dice – fino a mo’ i signori prendono e ci usano come ruota di scorta; allora poi qualcuno che tiene il cervello un po’ - invece là noi dobbiamo stare in prima fila». Il candidato Scalera non è coinvolto nell’inchiesta in quanto non sapeva degli appoggi della mala. L’esponente politico ha subito tenuto a precisare di non aver mai conosciuto Caporosso e i componenti del suo gruppo. Com’è noto una cosca della ‘ndrangheta ha dato il grado di “padrino” e Cataldo Caporosso. Nella operazione Lampo in tredici devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, danneggiamento e rapina con l’aggravante del metodo mafioso, detenzione illecita di armi da fuoco, trasferimento fraudolento di valori.

Lascia il tuo commento
commenti
Le più commentate
Le più lette