L'intervento

Tenta il suicidio in carcere, donna salvata dalla polizia penitenziaria

Per la Cgil «E’ la conferma delle inaccettabili condizioni di lavoro degli operatori di penitenziaria».

Cronaca
Taranto mercoledì 15 novembre 2017
di La Redazione
Il carcere di Taranto
Il carcere di Taranto © Tbs

La Fp Cgil denuncia l’ennesimo tentativo di suicidio nel carcere di largo Magli.

“E’ la conferma delle inaccettabili condizioni di lavoro degli operatori di penitenziaria. La misura è colma dice il sindacato-all’interno della sezione femminile del carcere una detenuta dell’Est Europa, dopo aver seminato il caos all’interno della sezione ed aver mandato in ospedale tre agenti ha tentato di impiccarsi con delle lenzuola appese alla grata della propria stanza. Solo il provvidenziale intervento degli stessi agenti malmenati poco prima, ha evitato il peggio per la detenuta, che riportata alla calma è stata condotta nella propria stanza per le cure mediche.

Gli agenti della polizia penitenziaria visitati al pronto soccorso hanno riportato prognosi da 5 a 10 giorni. Ancora una volta, nonostante le condizioni precarie di lavoro e la gravissima mancanza di personale, gli operatori della polizia penitenziaria sono stati in grado di salvare una vita umana, la stessa donna che poco prima li aveva aggrediti.Questo ennesimo episodio di violenza, non può passare nuovamente inosservato, perchè è la conferma di quanto da tempo la FP CGIL Taranto sta denunciando a tutti gli organi competenti senza aver nessuna forma di riscontro. Vi sono inaccettabili condizioni operative durante i turni pomeridiani e notturni nei quali, sistematicamente, viene a mancare il personale per coprire i posti di servizio. Frequentemente, accade che molti posti di servizio, nonostante vi sia la previsione di un presidio composto da tre a quattro agenti, vengano coperti da una sola unità di agente/assistente; ormai, è diventata consuetudine che personale del ruolo sottufficiali debba, in modo volontario, sostituire le unità alla portineria, al piano osservazione e guardiola al fine di permettere di fruire della mensa”.

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