La visita a sorpresa di Calenda e gli sviluppi sul caso Ilva

La lunga giornata sull’asse Roma-Taranto-Bari

Le parole di Melucci ed Emiliano. Il plauso di mons. Santoro

Cronaca
Taranto giovedì 07 dicembre 2017
di La Redazione
Il ministro Calenda a Palazzo di Città
Il ministro Calenda a Palazzo di Città © Tbs

Una visita che cambia gli equilibri (forse) quella di martedì a Taranto del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che, preannunciato da una breve telefonata, ha incontrato in municipio il Sindaco, Rinaldo Melucci per discutere della vertenza Ilva.

Si è giunti alla riapertura del tavolo interrotto la scorsa settimana dopo la decisione della Regione Puglia e del Comune di presentare ricorso al Tar contro il Dpcm che autorizza il Piano Ambientale di ArcelorMittal per riambientalizzare il siderurgico. All’ordine del giorno della convocazione del tavolo negoziale ci sarà «quanto richiesto dal sindaco», mentre dal canto suo il primo cittadino annuncia che «al ricevimento della formale convocazione con l’ordine del giorno condiviso, sarà disponibile al ritiro del ricorso al Tar, previa consultazione sulla questione anche con il Governatore Michele Emiliano». Che però pare non aver apprezzato, se è vero che ha parlato di «scorrettezza» istituzionale da parte di Calenda.

L'altro pomeriggio Melucci ed Emiliano hanno tenuto una conferenza stampa congiunta, nel corso della quale il governatore ha detto che «il ricorso sarà ritirato solo se l’esito del tavolo sarà positivo». «Il ministro Calenda ha cambiato idea sul coinvolgimento degli enti locali e registriamo una sopravvenuta saggezza che è un fatto sicuramente positivo - ha detto - ma il ricorso contro il Dpcm sarà ritirato solo se l’esito del tavolo per Taranto sarà positivo, se cioè saranno prese in considerazione le nostre richieste, che pure sono state inserite all’ordine del giorno e questo ci fa ben sperare». «Non può bastare una velina di stampa per fermare una procedura del genere - ha confermato il sindaco riferendosi all’ipotesi di ritirare il ricorso di cui aveva parlato nel documento del mattino - Prima il tavolo si deve convocare e dobbiamo vedere l’ordine del giorno e capire la dotazione finanziaria, non solo legislativa, non può bastare la sola stretta di mano.

Poi potrebbero cadere da soli i motivi che sono alla base di un ricorso che nasce anche per il mancato accesso ad atti importanti da parte degli enti locali». «Sicuramente - ha concluso - abbiamo recuperato tutti un poco di serenità». Ad intervenire sulla vicenda è stato anche l’arcivescovo Filippo Santoro. In una nota, il presule esprime la soddisfazione «per l’incontro tra il ministro Calenda, il sindaco Melucci e il presidente Emiliano, che hanno risposto al mio invito al dialogo. È un segno di responsabilità per il bene comune». Santoro dà «atto al sindaco di aver perseguito con convinzione e coerenza gli interessi dell’intera comunità, sostenendo le ragioni della salvaguardia ambientale, del lavoro e della salute dei tarantini a cominciare dai lavoratori. Da parte sua - aggiunge l’arcivescovo - il ministro ha dimostrato disponibilità al dialogo con la pronta venuta a Taranto, riaprendo il cammino verso un’intesa».

Mons. Santoro esprime «l’augurio che la trattativa si svolga in tempi brevi coinvolgendo tutte le realtà in campo, dal Governo alla Regione, al Comune e, soprattutto, ai lavoratori e a tutta la città. Continuo a sostenere - conclude l’arcivescovo - la necessità di un’opera ‘segno’, come la copertura dei parchi minerali, con l’inizio del nuovo anno». Il Pd jonico «nel confermare la sua soddisfazione, continuerà il suo impegno per favorire una conclusione positiva del confronto in atto, e ringrazia tutti coloro che nelle ultime settimane hanno dato il loro contribuito per rasserenare il clima come, tra gli amministratori comunali, il Presidente del Consiglio Comunale Lucio Lonoce, il capogruppo del Pd Gianni Azzaro e il segretario cittadino Enzo Di Gregorio» dice il segretario provinciale Mancarelli, mentre Gianfranco Lopane sostiene che «Il lavoro del sindaco del capoluogo e del governatore della Puglia ha portato il risultato auspicato, ovvero accendere i riflettori sulla vertenza Taranto».

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