Sviluppo agricolo

Un piano d’azione contro il caporalato

L’intesa siglata in prefettura

Cronaca
Taranto giovedì 07 dicembre 2017
di La Redazione
Un piano d’azione contro il caporalato
Un piano d’azione contro il caporalato © Tbs

Piano d’azione per la tutela dello sviluppo agricolo ed il contrasto al caporalato.

È stato varato ieri, in prefettura dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e dal prefetto di Taranto, Donato Cafagna, il piano che prevede misure di sostegno all’agricoltura e di contrasto al fenomeno del caporalato.

L’intesa, che è stata condivisa dall’Ispettorato del Lavoro, dall’Inail, dall’Inps, dall’Asl, dai sindaci dei Comuni di Castellaneta, Ginosa, Grottaglie, Laterza, Manduria, Massafra, Palagianello, Sava e dalle organizzazioni sindacali di categoria e datoriali, ha l’obiettivo di «attuare un programma articolato di interventi in favore dello sviluppo del “lavoro agricolo di qualità” con l’obiettivo di promuovere la legalità e la sicurezza nei rapporti di lavoro e di sviluppare iniziative mirate di prevenzione e di contrasto delle attività illecite in danno del sistema produttivo - spiegano dalla prefettura. Il punto di forza dell’intesa consiste nell’individuare strumenti concreti per sottrarre ai caporali la gestione della logistica - dalla domanda di forza lavoro al reperimento dei lavoratori sino al trasporto - prevedendo, viceversa, misure coordinate per garantire l’incrocio legale della domanda e dell’offerta di lavoro nelle cosidette “piazze di legalità”, luoghi fisici e virtuali promossi con i sindacati e le organizzazioni di categoria, attraverso servizi di orientamento al lavoro presso i Centri per l’impiego e gli sportelli informativi presso gli Enti locali.

Per la mobilità dei lavoratori agricoli verso i luoghi di lavoro vengono incentivate dalla Regione convenzioni con società di trasporto pubblico e privato. Un impulso particolare è impresso alla questione della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro attraverso attività di formazione destinate agli operatori, l’attivazione di protocolli sanitari di prevenzione e l’istituzione di presidi medico - sanitari mobili. L’obiettivo è quello di evitare nuovi lutti ed elevare gli standard di tutela dei lavor ator i. La Regione si è, inoltre, impegnata a promouovere e migliorare l'accoglienza abitativa e l'integrazione degli stranieri impiegati nei lavori agricoli, in particolare nell’arco jonico sud-occidentale, elaborando bandi per promuovere l’ospitalità degli stagionali in condizioni dignitose e salubri ed attivando sportelli informativi con mediatori linguistici - culturali, psicologi e personale competente.

Facilitazioni e premialità saranno, infine, messe a disposizione in favore delle aziende inserite nelle reti di qualità certificate, anche attraverso incentivi per la dotazione di strumenti di sorveglianza e difesa passiva». Per la gestione del complesso di interventi coordinati, il presidente Emiliano ha indicato soggetti attuatori: la Task Force per l’occupazione regionale; la sezione regionale “Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale”, il Servizio Formazione Professionale, il Dipartimento Agricoltura e l’Assessorato ai Trasporti. La prefettura di Taranto assumerà il coordinamento, di concerto con la Regione, delle attività programmate in seno alla Cabina di Regia provinciale. Cgil Cisl Uil, con le rispettive Federazioni di categoria Flai Cgil Fai Cisl Uila Uil plaudono alla sottoscrizione del piano di azione per lo sviluppo agricolo ed il contrasto al caporalato, a conclusione di un «proficuo dialogo istituzionale e sociale sviluppatosi nei mesi scorsi, meritoriamente presieduto e guidato dal prefetto Donato Cafagna».

«Per Confagricoltura Taranto - commenta il presidente Luca Lazzàro - il Piano sottoscritto è un passaggio importante, perché coinvolge tutti i protagonisti del mondo agricolo, e a tutti i livelli, offrendo una cornice istituzionale compatta e strumenti concreti. In particolare, sul piano dell’intermediazione del lavoro, dello sviluppo agricolo e della mobilità che senza una visione globale rischiavano di restringere il campo alla patologia del caporalato, perdendo l’occasione di affrontare nodi altrettanto importanti per l’economia agricola. Alle aziende – sottolinea Lazzàro – ora possiamo dare la certezza che non saranno sole in questo percorso e che avranno a disposizione un sistema costruito per tutelare e incentivare il “lavoro buono” e sanzionare solo quello cattivo».

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