Incarichi esterni, una nuova maxi parcella

Comune: 600mila euro per pagare un avvocato

L’affidamento dell'incarico risale ai tempi del commissario Tommaso Blonda

Cronaca
Taranto sabato 13 gennaio 2018
di La Redazione
Incarichi esterni, una nuova maxi parcella
Incarichi esterni, una nuova maxi parcella © Tbs

Al Comune un nuovo caso di maxi parcella da pagare ad un avvocato.

L’importo questa volta ammonta a 600 mila euro e a ciò si è arrivati a seguito di una transazione con il professionista, che inizialmente aveva presentato un conto da oltre un milione di euro. L’avvocato in questione è Pasquale Annicchiarico, noto per aver assunto la difesa del Comune in diversi procedimenti penali. Il caso ripropone l’annosa questione degli incarichi esterni e della condizione marginale in cui continua ad essere tenuta l’avvocatura comunale. Ma andiamo per ordine. Gli incarichi risalgono al periodo 2007-2010 per attività espletata fino al 2015. I primi atti portano la firma dell’allora commissario Tommaso Blonda, l’autore della dichiarazione di dissesto del Comune. Poi si è proceduto (amministrazione Stefàno) con determinazioni dirigenziali e con impegni di spesa «presumibili» e a titolo di «acconto».

In totale l’avvocato ha presentato 24 parcelle per un importo complessivo di un milione e centomila euro, poi ridotti a 885mila euro. Somme che sono però finite tra i debiti fuori bilancio perché negli anni gli originari impegni di spesa si sono rivelati incapienti. Successivamente, a seguito di incontri tra il professionista e gli uffici comunali, si è giunti alla transazione che prevede il pagamento di 600 mila euro, così suddivisi: 400mila euro da prelevare dal bilancio 2017 e 200 mila dal bilancio 2018. La giunta comunale presieduta dal sindaco Melucci ha approvato il 27 dicembre scorso la proposta di transazione così formulata. Anche se resta il nodo legato al riconoscimento di questo debito fuori bilancio. Riconoscimento che potrà dare soltanto il consiglio comunale, previa acquisizione del parere dell’organo di revisione.

Una vicenda, questa, che fa tornare d’attualità l’intera problematica degli incarichi esterni che ha già avuto un precedente di rilievo, come quello che ha riguardato gli avvocati Angelo Bracciodieta e Ida Maria Dentamaro, che hanno assistito il Comune nella causa civile sui famigerati Boc. In questo caso la Corte d’Appello aveva condannato il Comune a pagare un milione e centomila euro come onorario ai due professionisti. Restano gli interrogativi di fondo: con quali criteri vengono scelti gli avvocati e vengono reiterati gli incarichi? Come è stato possibile arrivare a cifre così esorbitanti senza copertura finanziaria? E, soprattutto, quando si deciderà di mettere mano alla riorganizzazione dell’avvocatura comunale che oggi conta appena tre avvocati?

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I commenti degli utenti
  • Pietro Lomastro ha scritto il 13 gennaio 2018 alle 10:00 :

    Gli incarichi esterni, secondo la mia esperienza quarantennale negli enti locali quale segretario comunale, vengono assegnati unicamente in base a logiche lottizzatorie salvo qualche rarissimo esempio di vera competenza. Le avvocature comunali sono utilizzate unicamente per marginali interventi e, di più, gli incarichi esterni sono conferiti quasi sempre, senza la sottoscrizione di disciplinari. Rispondi a Pietro Lomastro