La decisione

​Usura, dissequestrati i beni ad un imprenditore​

Si tratta di un martinese finito nel mirino della Gdf

Cronaca
Taranto sabato 13 gennaio 2018
di La Redazione
La corte d'Appello
La corte d'Appello © Tbs

Parziale dissequestro dei beni di Giancarlo Calabretto, martinese finito nei guai per usura. Il provvedimento è stato emesso dai giudici della Corte d’Appello i quali hanno accolto il ricorso presentato dagli avvocati Luigi Eposito e Antonio Mancaniello.

All’inizio del 2016 la Guardia di Finanza aveva posto sotto sequestro fabbricati, appezzamenti di terreno, complessi aziendali e decine di autonezzi per un valore di 6 miìlioni di euro. Il provvedimento emesso dalla seconda sezione penale del Tribunale di Taranto era l’epilogo di un’attività di polizia giudiziaria condotta congiuntamente dal Nucleo di Polizia Tributaria e dalla Compagnia di Martina Franca nei confronti dell’imprenditore martinese già arrestato dalle Fiamme Gialle nell’estate del 2014 quando furono accertati usura ed estorsione aggravata da minacce, con l’applicazione di tassi annui fino al 470%.

In tale ambito i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria avevano rilevato dal 1986 al 2013 i redditi dichiarati dal nucleo familiare confrontandoli con le spese e gli impieghi sostenuti rilevando annualmente una determinante sproporzione. In particolare negli ultimi dieci anni i redditi dichiarati erano pari a zero o modesti per alcune annualità a fronte di corposi investimenti immobiliari. Tra i beni sequestrati le quote di capitale di due società immobiliari ed un’attività di commercio di autoveicoli. Ora i giudici della Corte d’Appello hanno disposto il parziale dissequestro.

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