Il caso

​Impianto fanghi, bufera sulla Provincia​

Aspre critiche da Borraccino (Sinistra italiana) e Vianello (M5S)

Cronaca
Taranto martedì 17 aprile 2018
di La Redazione
Impianto fanghi, c’è il sì della Provincia​
Impianto fanghi, c’è il sì della Provincia​ © Tbs

Esplode la polemica dopo la notizia del via libera della Provincia all’impianto della società Stf per il trattamento dei fanghi a Massafra.

Tra i primi ad intervenire contestando la decisione dell’ente è il consigliere regionale Cosimo Borraccino, (Sinistra Italiana - Liberi e Uguali): «Dopo la discarica di Grottaglie, adesso è toccato a Massafra vedersi autorizzare l’inceneritore dei fanghi per il quale, nel 2012, la società Stf aveva presentato richiesta di realizzazione. Tutto questo, mentre si è in attesa della decisione finale sul Raddoppio dell’inceneritore a Cdr (combustibile da Rifiuti) e Biomasse, sempre a Massafra. Si tratta di un impianto di incenerimento fanghi e, quindi, “Rifiuti Speciali” per il quale erano stati espressi, circa 9 mesi fa in Conferenza dei Servizi, i pareri sfavorevoli definitivi del Comune di Massafra e di Arpa Puglia.

La Provincia di Taranto, con Determina n.47 del 11\04\2018, ha rilasciato l’Autorizzazione, nonostante tali rilevanti pareri negativi, finalizzati alla tutela della salute pubblica ed al rispetto della pianificazione regionale (Piano di Gestione dei Rifiuti Speciali – PRGRS del 2015) che prevede l’esclusione del territorio tarantino dalla realizzazione di impianti di questo tipo. Un Atto che, nonostante siano trascorsi molti mesi dalla riunione definitiva della Conferenza dei Servizi, viene concluso solo adesso. La Provincia, che era stata silente su questi argomenti fino alle elezioni politiche, si è, evidentemente, svegliata all’improvviso». L’impianto dovrebbe procedere a incenerire 80mila tonnellate di rifiuti speciali all’anno.

«Si tratta - spiega ancora Borraccino - di un terzo inceneritore, rispetto a quello attualmente in esercizio ed alla richiesta di Raddoppio che oggi è sottoposta a riesame dell’autorizzazione, una cosa davvero inimmaginabile per un Comune che già fa i conti con la stretta vicinanza all’area industriale tarantina che è al centro dell’attenzione di tutti per via della necessità di ridurre l’inquinamento».

Il consigliere si rivolge al presidente della Regione, Michele Emiliano: «Occorre intervenire su quello che oramai sembra un clamoroso cortocircuito fra il volere popolare, supportato da conclamata evidenza scientifica, che conduce ad escludere il territorio provinciale di Taranto da nuove autorizzazioni, e gli Atti amministrativi prodotti dalla Provincia, la quale sta continuando a rilasciare autorizzazioni per realizzare nuove discariche e nuovi inceneritori di “Rifiuti Speciali”».

Borraccino chiede infine ad Emiliano «di intervenire pesantemente ed urgentemente, con un commissariamento della delega alla gestione dei “Rifiuti Speciali”». Borraccino ricorda infine le responsabilità di chi ha «prodotto, grazie ad accordi trasversali fra PD e Forza Italia, questo tipo di governo dell’Ente provinciale. Vorrei ricordare anche che noi rompemmo con il Partito Democratico in quel territorio, proprio in conseguenza di queste scelte e, mentre ciò accadeva, il PD ci accusava di essere irresponsabili. Adesso, alla luce di questi evidenti fatti, tutti possono capire chi è stato veramente irresponsabile nei confronti del territorio tarantino». Polemico nei confronti della Provincia anche il neo parlamentare del M5S, Giovanni Vianello, a detta del quale il nuovo impianto «graverà per almeno 10 anni sul Tarantino continuando a rendere la nostra provincia la discarica d’italia».

«Nonostante il parere contrario di Arpa Puglia e malgrado non sia stata rispettata la vincolistica imposta dal vigente Piano rifiuti speciali - incalza Vianello - il presidente della Provincia, Martino Tamburrano di Forza Italia, presta l’Ente che dirige senza nessuna copertura elettorale a firmare l’ennesima autorizzazione non sostenibile a livello ambientale». Anche il deputato dle Movimento Cinquestelle chiede ad Emiliano di riprendere in mano la situazione: «Nemmeno il Presidente regionale si è espresso su queste autorizzazioni, prima la discarica a Grottaglie, ora l’inceneritore a Massafra. Perchè non riprendersi la delega in materia? Come per Grottaglie, anche su Massafra gli amministratori locali dei Comuni interessati dovrebbero ricorrere al Tar per cercare di arginare questo scempio del nostro territorio».

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