La denuncia

​Aggrediti agenti penitenziari, l’allarme della Cisl Fns ​

Nuove violenze ai danni degli uomini in divisa all'interno del carcere di Taranto

Cronaca
Taranto mercoledì 16 maggio 2018
di La Redazione
Il carcere di Taranto
Il carcere di Taranto © Tbs

“Ancora aggressioni nel carcere di Taranto”.

L’allarme lanciato dal segretario della Cisl Fns Erasmo Stasolla. “Ennesima aggressione nel carcere Carmelo Magli, dove quattro agenti di Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti ad un detenuto nigeriano di 33 anni, lo stesso che due giorni aveva prima tentato di soffocare un agente della Polizia di Stato presso la Stazione ferroviaria di Taranto scrive Stasolla in una nota- il recluso ha tentato di eludere il rientro nella stanza di detenzione, avventandosi contro i quattro poliziotti che stavano adempiendo ai doveri stabiliti dall’ordinamento, procurando loro contusioni e ferite, tanto da determinare prognosi dai 5 ai 7 giorni come certificato dai medici dell’ospedale Ss. Annunziata.

La scia degli episodi susseguitisi negli ultimi tempi nell’istituto jonico ormai non si contano più e, purtroppo, nell’ultimo caso gli agenti feriti sono stati costretti addirittura a trattenersi in servizio, poiché è la carenza di personale ad aver messo in serio pericolo la sicurezza della casa circondariale- prosegue il dirigente sindacale- la Cisl Fns rammaricata per l’accaduto e delusa dalla inesistenza dell’amministrazione centrale e periferica non può che sostenere il personale, dichiarando la propria solidarietà e vicinanza ai poliziotti penitenziari.Da tempo le denunce di questa organizzazione sindacale restano inascoltate nonostante i lavoratori continuino ad essere colti, come più volte denunciato, da stress correlato all’attività lavorativa.

Tale lavoro costituisce l’unica presenza capace di fronteggiare ogni problema del pianeta carcere e dei detenuti, compresa la cura e la gestione di malati psichiatrici che dovrebbero trovare la loro collocazione in idonee strutture ospedaliere.Queste situazioni determinano nei lavoratori uno stato psico-fisico gravoso che, aggiunto alle tantissime ore di lavoro straordinario, determina in maniera esponenziale malattie professionali non riconosciute, oltretutto, dall’Amministrazione. La Cisl Fnsproclama lo stato di agitazione.

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