La polemica

Ilva, botta e risposta tra Comune e Fornaro​

Aspra polemica sul ritiro del ricorso al Tar per il Dpcm

Cronaca
Taranto giovedì 17 maggio 2018
di La Redazione
Alcuni impianti Ilva
Alcuni impianti Ilva © Tbs

“Dopo mesi di silenzio - dice il vice sindaco De Franchi - finalmente si sente la voce del consigliere Fornaro, che interviene addirittura diffidando il Comune sul ritiro di un ricorso al Tar e paventando improbabili richieste risarcitorie”.

Polemica politica aspra a Palazzo di Città sull’Ilva. “Dalla sola proposizione del ricorso - aggiunge il sindaco Melucci - sono scaturiti innegabili effetti positivi per la comunità. Taranto che, infatti, è salita ed è rimasta per mesi al centro del dibattito pubblico italiano ed europeo. Siamo stati inclusi nel tavolo istituzionale presso il Mise, abbiamo avuto accesso ad una serie di documenti esplicativi della trattativa, abbiamo soprattutto ottenuto innegabili accelerazioni sulle tempistiche previste dal Dpcm stesso. L’avvio dei lavori della copertura dei minerali ne è prova lampante.

A giorni inizierà la più grande opera di pulizia del quartiere Tamburi a carico dell’Ilva in Amministrazione straordinaria, concretizzando il primo caso di avveramento del principio comunitario del chi inquina paga”. “L’oggetto della mia diffida è chiaro e conciso e non sconfina in altri ambiti come invece Lei preferisce fare nella sua risposta che trovo a tratti sgarbata” la risposta di Fornaro al sindaco. “È evidente che non abbia gradito il deposito della mia diffida e ciò mi induce a pensare che, molto probabilmente, il mio operato di consigliere all’opposizione è efficace quanto necessario per la nostra città. Il mio silenzio, nello specifico, è dovuto al beneficio del dubbio che ho ritenuto opportuno concederle ben sapendo che avrebbe potuto, in ogni momento, tirarsi indietro dall’azione intrapresa. È questo ciò che vuole fare e che farà? Di questo le sto chiedendo conto in nome mio e della coalizione che rappresento. Su questo gradirei ricevere risposte.

Quelli che lei definisce “innegabili effetti positivi” seguiti all’impugnazione del Dpcm, sono contentini che in alcun modo sortiranno benefici risolutivi per la salute della popolazione, per la salvaguardia dell’occupazione e per la tutela dell’ambiente. Comprenderà bene che risulta piuttosto ridicolo sentir parlare di “primo caso di avveramento del principio comunitario del chi inquina paga” in riferimento alla presunta pulizia a carico dell’Ilva del quartiere Tamburi che, dalla stessa, è deturpato, decimato e straziato da mezzo secolo a questa parte”.

Lascia il tuo commento
commenti