L'analisi

​Cinquestelle-Lega non si sbottonano sull’Ilva​

​Impegni decisamente generici nella bozza di contratto​ di Governo

Cronaca
Taranto giovedì 17 maggio 2018
di La Redazione
Una veduta dello stabilimento Ilva di Taranto
Una veduta dello stabilimento Ilva di Taranto © n.c.

“Per l’Ilva non si dice come si spengono i forni senza perdere posti di lavoro”.

Così l’Huffington Post parla del ‘capitolo Ilva’ nella bozza del contratto di governo tra Movimento Cinquestelle e Lega. Bozza che nella serata di ieri ha fatto il giro del web e che per i possibili contraenti “sarebbe superata”.

Scrive l’Huffpost: «Su quella che sarà una delle prime grane sul tavolo del Governo gialloverde, il contratto resta nel vago. Viene garantita la tutela della salute degli abitanti di Taranto attraverso la chiusura delle fonti inquinanti dell’Ilva ma, al tempo stesso, “salvaguardando i livelli occupazionali” attraverso un “programma di riconversione economica” e bonifiche del sito e ricorso alle energie rinnovabili. Ma su come conciliare lo spegnimento dei forni con la salvaguardia dei livelli occupazionali non si entra nel merito». Intanto, torna a scrivere di Ilva su Twitter Carlo Calenda, che è (ancora) ministro per lo Sviluppo Economico.

«Simona è più che comprensibile che dopo tutti questi anni una cittadina di Taranto voglia Ilva chiusa. Io penso che con 2,3 mld possiamo ambientalizzare e bonificare e tenerla aperta ma rispetto il tuo parere. I 30.000 posti sulle bonifiche sono invece una fesseria sesquipedale» dice Calenda che risponde cosi’ al tweet di una cittadina di nome Simona: “E chi lo dice? 30 mila nuovi posti di lavoro derivanti dalle bonifiche: studio commissionato da confindustria. Riconvertire l’economia di un intero territorio è priorità”.

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