Lo scontro

​Tensione in Arsenale, accuse alla Direzione​

La lettera dei sindacati: «Attacchi ai dirigenti sindacali»

Cronaca
Taranto venerdì 18 maggio 2018
di La Redazione
L'Arsenale di Taranto
L'Arsenale di Taranto © n.c.

È guerra in Arsenale tra Direzione e sindacati.

A denunciare il clima di tensione che si percepirebbe all’intenro dello stabilimento sono Cgil, Cisl, Uil, Flp, Confsal Unsa e Usb, che hanno inviuato una diffida al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare. Le organizzazioni sindacali parlano di «gravissimo attacco alle rappresentanze sindacali dei lavoratori». Ma cosa è accaduto per scatenare una reazione così veemente? Ecco la ricostruzione delle vicende, secondo le oganizazioni sindacali: «Dopo la proposta di sanzione disciplinare per un dirigente sindacale, reo di aver affisso un documento nella bacheca sindacale, un ulteriore atto contro il sindacato all’Arsenale di Taranto dove forze di polizia militare e militari impiegati alla vigilanza del personale civile, sottratti ai loro compiti istituzionali, hanno promosso operazioni di controllo nei confronti di dirigenti sindacali nelle loro sedi e allo stesso tempo mirati interrogatori ai lavoratori intenti a rappresentare le loro esigenze».

«Un atteggiamento - scrivono i sindacati - che evidenzia l’intenzione della direzione di intimidire i lavoratori, le loro relazioni con i sindacati e di ridimensionare il ruolo delle rappresentanze. Senza tenere in nessun conto la recentissima grande partecipazione dei lavoratori alle elezioni Rsu, testimonianza di un fortissimo legame e di grande fiducia nei confronti del ruolo della Rsu e di tutte le organizzazioni sindacali. Per queste ragioni, anche al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo alla Marina, anche su molte altre questioni rilevanti, tuttora irrisolte, promuoveremo l’avvio della mobilitazione».

Nella lettera «si diffida la Direzione Arsenale dal proseguire nei comportamenti denunciati e si chiede un urgentissimo incontro con Marinasud per una ricomposizione delle giuste relazioni sindacali e comportamentali e per riportare il giusto clima di serenità nello Stabilimento». I sindacati ricordano «lo spirito di sacrificio dei lavoratori, nonché l’impegno e la collaborazione del Sindacato, che hanno sempre garantito la continuazione delle lavorazioni nell’ultimo decennio, all’indomani delle prescrizioni e rilievi dell’Ispettorato del Lavoro, con la chiusura di interi reparti di lavoro dei diretti nonché delle imprese private».

«Questi accadimenti - scrivono le organizzazioni dei lavoratori - hanno portato all’avvio della vertenza Arsenale, ancora in atto, che in tempi brevissimi e con il coinvolgimento di tutto il territorio, istituzioni locali e nazionali, hanno fatto si che un importantissimo finanziamento potesse dare finalmente l’avvio al cosiddetto piano Brin, nonché la promessa di imminenti assunzioni. A tutt’oggi, purtroppo, quella vertenza resta ancora incompleta in quanto il piano Brin lamenta fortissimi ritardi e del turn-over non vi è più traccia».

«Ciononostante - concludono i sindacati - con un’età media del personale sempre più alta e strutture non ancora adeguate, sempre grazie a quello spirito di sacrificio dei lavoratori, l’Arsenale ha potuto non solo garantire le attività istituzionali ma anche quelle attività a favore del territorio come l’alternanza scuola lavoro. Tuttavia, dalle azioni dell’attuale Direzione, sin dal suo primo insediamento, si è subito capito che c’era l’intenzione di interrompere quel filo virtuoso di intendimenti e azioni con le organizzazioni sindacali e RSU con atti mirati alla delegittimazione del sindacato con provvedimenti al limite del vessatorio nei confronti dei lavoratori».

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