Il confronto

«Necessaria la riconversione del territorio»

Così Piano Taranto in una nota

Cronaca
Taranto giovedì 14 giugno 2018
di La Redazione
Una veduta aerea dell Ilva di Taranto
Una veduta aerea dell Ilva di Taranto © Tbs

«La presenza della grande industria ha bloccato lo sviluppo di qualsiasi economia alternativa - ricordiamo che nell’area ionica si contano circa 110 mila tra inoccupati e disoccupati (Rapporto Taranto 2016) a cui, a breve, andranno ad aggiungersi i circa 4500 esuberi previsti con la cessione degli impianti ad ArcelorMittal -, così come la fuga dei nostri giovani verso altre città e la svalutazione degli immobili del quartiere Tamburi.

Il risanamento del territorio ionico, invece, è meno oneroso rispetto al salvataggio Ilva, produrrebbe più occupazione e non causerebbe più malattia e morte ma si preferisce il suo salvataggio perché indebitata per 3 mld, metà dei quali con le banche». Così Piano Taranto in una nota. «Come mai, allora, il sindaco Melucci - prima autorità sanitaria sul territorio - non si adopera per la riconversione, preoccupandosi solamente del prosieguo dell’attività industriale? Ben sappiamo come lui appartenga a quella linea politica che ha varato i decreti salva-Ilva ed era prevedibile una simile posizione contrapposta a chi, invece, esprime e dimostra concretamente amore per la propria terra ma, se si fosse minimamente sforzato di incontrare e conoscere la gente che dovrebbe rappresentare, forse si sarebbe ravveduto. Caro Sindaco, invece di definirci populisti, radicali, violenti e aggressivi, considerazioni poco consone al Suo ruolo di primo cittadino (minoranze comprese) pensi a quanti hanno speculato e continuano a speculare sulla vita di donne, uomini, bambini e degli operai. Lo ripeteremo in ogni circostanza e in tutte le sedi: l’unica strada è la chiusura e la riconversione»

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