Il caso

​La mitilicoltura è sana e le cozze sono buone​

La Confcommercio sul sequestro dei giorni scorsi

Cronaca
Taranto giovedì 14 giugno 2018
di La Redazione
Le cozze di Taranto
Le cozze di Taranto © Tbs

La mitilicoltura tarantina è sana e le cozze coltivate legalmente hanno una qualità indiscussa.

È questo, in sintesi, il messaggio che arriva da Confcommercio, dopo l’operazione che nei giorni scorsi ha portato al sequestro di un ingente quantitivo di cozze coltivate abusivamente. Purtroppo, a causa degli operatori abusivi, è l’intero mercato a pagarne. «Confcommercio e gli operatori del settore mitilicolo, aderenti alla associazione - scrive l’associazione dei commercianti - esprimono apprezzamento per le operazioni di controllo del settore della mitilicoltura finalizzate a far emergere l’abusivismo del settore, anche se va evidenziato che si tratta di un fenomeno che investe un ambito ristretto di soggetti e non riguarda l’intera produzione, ma solo ‘pezzi di attività’ che si muovono in modo autonomo e al di fuori delle regole.

Spiace che per colpa di pochi soggetti, estranei al settore, le conseguenze debbano ricadere su tutta produzione mettendo in discussione la qualità e la salubrità della cozza di Taranto e gli sforzi che si stanno facendo – in collegamento con il mondo scientifico e le istituzioni- per rilanciare il settore. I sequestri di prodotto illegale alimentano purtroppo un sensazionalismo che getta discreto su tutto il settore, e danneggia i produttori in regola due volte».

«L’abusivismo - spiega la Confcommercio - oltre che incidere negativamente sull’immagine della produzione locale, condiziona l’andamento del mercato poiché abbassa il prezzo della cozza locale sino al 50%, determinando così un livellamento verso il basso del prezzo legale di vendita. Ovviamente il mercato illegale agisce sottraendosi a qualsiasi obbligo normativo -in fatto di sicurezza e igiene, di aree di produzione, di prescrizioni amministrative e rispetto delle leggi sul lavoro, tassazione- assicurandosi così lauti guadagni. L’abusivismo causa inoltre diffidenza nel consumatore che, giustamente, non conoscendo la provenienza del prodotto, appare disorientato soprattutto quando emergono nuove sacche di illegalità.

L’unico modo per acquistare un prodotto garantito rimane ovviamente quello di rivolgersi al proprio fornitore di fiducia o a un punto vendita autorizzato». Gli sforzi per uscire da questa situazione non mancano: «Il Commissario straordinario per la Bonifica ha reso noto che è stata avviata la procedura per la instaurazione di un partenariato per l’innovazione finalizzato all’affidamento della progettazione e alla realizzazione di interventi di risanamento ambientale del primo seno del Mar Piccolo per un totale di oltre 32 milioni di euro. Si tratta di un intervento atteso e auspicato dagli operatori in regola che potrà finalmente restituire il Mar Piccolo (nell’arco di 635 giorni) alla sua bellezza e alla sua naturale vocazione produttiva.

Un intervento che aprirà le porte ad una mitilicoltura a norma e nell’alveo del rispetto dell’habitat marino, nell’interesse stesso della tutela delle produzioni che potranno così finalmente tornare a completare il loro ciclo produttivo nei due seni del Mar Piccolo. Nel frattempo è però importante che si completi al più presto la procedura per la riclassificazione del secondo seno del Mar Piccolo da categoria sanitaria B a categoria A, diretta dalla Regione Puglia, l’ente competente alla classificazione degli specchi acquei demaniali, in modo da scoraggiare i comportamenti illeciti. Contestualmente si favoriranno quegli operatori che vorranno intraprendere un percorso di legalità e che vorranno finalmente adeguarsi alle normative in materia».

Con il commissario Vera Corbelli, inoltre, si sta lavorando per riqualificare gli operatori e per realizzare un consorzio tra gli operatori che dovrà garantire le attività di rilancio commerciale del settore.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • edoardo sapia ha scritto il 14 giugno 2018 alle 12:12 :

    L'unico modo per essere sicuri del prodotto è che lo stesso deve essere venduto nelle reticelle con indicati tutti i dati relativi alle norme che prevede la legge,e non il fornitore di fiducia. Rispondi a edoardo sapia