Il fatto

​Frode fiscale da 300 milioni, la mente era un tarantino​

Arrestato dalla Guardia di Finanza insieme ad un altro pugliese

Cronaca
Taranto domenica 08 luglio 2018
di La Redazione
Guardia di Finanza
Guardia di Finanza © Tbs

Un imprenditore del settore carni, Angelo Basile, originario di Taranto e il bitontino Francesco Giordano sarebbero stati a capo dell’organizzazione che avrebbe ordito una frode da trecento milioni di euro.

Truffa nelle sponsorizzazioni, mai realizzate benché figurassero nelle fatture. È una delle accuse mosse nei confronti di 17 arrestati dai militari della Guardia di Finanza di Milano. Una organizzazione di operatori nel settore della macellazione delle carni che con carte false, secondo l’accusa avrebbe messo su una maxi frode fiscale. Sequestrate, fra l’altro, quote del Bitonto calcio ma anche, una novantina di immobili, yacht, conti correnti bancari, gioielli e cassette di sicurezza.

L’operazione è scattata a Bari, Bergamo, Biella, Brescia, Caserta, Crotone, Fermo, Foggia, Forlì-Cesena, Lecce, Macerata, Milano, Modena, Novara, Rimini, Roma, Savona, Taranto, Teramo, Torino, Venezia, Vercelli. Cinque persone in carcere, dodici agli arresti domiciliari e quattro liberi professionisti costretti all’obbligo di firma e all’interdizione per un anno dall’esercizio dell’attività e al divieto di assumere uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

Nell’inchiesta, coordinata dai pm del tribunale di Milano, Maurizio Ascione e Gianfranco Gallo, figurano più di 50 indagati. Secondo l’accusa il bitontino Francesco Giordano amministratore di fatto e di diritto dell’US Bitonto avrebbe usato la società calcistica per emettere fatture false per operazioni inesistenti, al fine di consentire a terzi l’evasione dell’Iva di poco più di un milione di euro.

Nella ordinanza di custodia cautelare, firmate dal gip Guido Salvini, si legge che “nessuna delle quattro società consorziate sponsorizzanti è stata in grado di produrre in atti alcuna documentazione e/o altro materiale comprovante l’effettuazione dell’attività di pubblici tà/sponsorizzazione radiofonica, come riportato nell’oggetto delle singole fatture”. Lo stesso giudice ha disposto anche il sequestro a fini di confisca di beni in tutta Italia di un valore di 60 milioni di euro. Tra questi, oltre l’US Bitonto, figurano anche un ristorante bitontino e un locale sul Lungomare di Bari.

L’operazione ha visto impegnati oltre 200 militari delle Fiamme Gialle. Le indagini hanno consentito di smascherare l’esistenza di un sistema associativo e di ricostruire una frode ai danni dell’Erario, attuata tramite la costituzione di un consorzio con sede e uffici in provincia di Milano, operante nel settore macellazione e lavorazione carni. In particolare, è stata eccepita l’inconsistenza dell’intera struttura consortile con a capo il tarantino Angelo Basile e il bitontino Francesco Giordano, ritenuti dal giudice per le indagini preliminari “i dominus del sodalizio criminale”. I due al vertice dell’organizzazione avrebbero operato per la progressiva monopolizzazione del mercato nazionale di riferimento e per la movimentazione di ingenti masse di capitali illeciti. Si trattava in realtà di S.rl. o S.r.l.s, intestate a “prestanome”, nelle quali venivano sistematicamente creati rilevanti crediti Iva fittizi, attraverso la presentazione di dichiarazioni annuali fraudolente (mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti) e infedeli.

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