L'inchiesta

​Così i migranti​ ci riempiono di milioni​

Un giro da decine e decine di milioni di euro nella sola Taranto e provincia​

Cronaca
Taranto lunedì 09 luglio 2018
di Enzo Ferrari*
Migranti
Migranti © Renato Ingenito

Tito Boeri, presidente dell’Inps, ci ha provato: i migranti servono per pagare le pensioni agli italiani e per fare quei lavori che gli italiani non vogliono fare più. Ha provato a cambiare l’approccio: dal solidarismo alla ragione economica della convenienza.

Ha già ricevuto un avviso di sfratto dal ministro Matteo Salvini. Boeri, però, ha indicato una strada: quella dei numeri. Appetitosi, appetitosissimi. Intorno ai migranti girano cifre considerevoli: soldi che non vanno in tasca a chi cerca rifugio o protezione, ma che servono a pagare le imprese che a vario titolo entrano nell’affare dell’accoglienza. Cooperative, operatori sociali, psicologi, mediatori linguistici, fornitori di pasti e di vestiario, proprietari degli immobili dove i migranti vengono ospitati, avvocati, commercialisti e via dicendo. C’è tutta una filiera di lavoro che si mette in moto per garantire l’accoglienza. Un giro che genera redditi e occupazione. Basta sfogliare i bandi pubblicati dalla prefettura di Taranto negli ultimi tre anni per farsi un’idea della dimensione di questa nuova frontiera dell’economia. Un primo bando del gennaio 2016 per i servizi di prima accoglienza di 1.300 cittadini extracomunitari prevedeva una cifra di partenza di 13,9 milioni di euro. Quasi quattordici milioni di euro per nove mesi di servizio.

Un secondo bando, siamo a marzo 2017, stimava come importo la cifra di 18.882.150 euro, quasi diciannove milioni questa volta per sette mesi di servizio e 1.835 stranieri richiedenti protezione internazionale da assegnare. Le offerte delle associazioni partecipanti oscillavano tra i 33,50 e i 34,99 euro per migrante, nel senso che questo è il prezzo che ciascuna associazione fissa per ogni migrante accolto. Non soldi che vanno ai migranti, quindi, ma soldi che costituiscono il pagamento dello Stato agli operatori per i servizi offerti.

E veniamo al 2018: altro bando, questa volta per assegnare 1812 migranti. Importo: 17.490.330 euro. Quindi, sommando gli importi stanziati per i tre bandi si superano i 50 milioni di euro. A queste cifre vanno poi aggiunte quelle delle cosiddette “procedure negoziate”, sorta di mini bandi d’emergenza per sistemare migranti aggiuntivi. Senza 70 I soldi battono la solidarietà contare i soldi per i servizi degli Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che viene realizzato attraverso la rete tra enti lcali e operatori del terzo settore e che vale altre centinaia di migliaia di euro). Un capitolo a parte sono le somme che muove l’hotspot, grazie alle convenzioni stipulate tra Prefettura e Comune di Taranto: tra febbraio 2016 e giugno 2017 ne sono state sottoscritte tre, per un valore complessivo stimato in circa 17 milioni di euro.

Si tratta di stime calcolate da Prefettura e Comune sulla massima capienza della struttura (400 ospiti al giorno), tenendo presente che le somme vengono erogate dalla Prefettura al Comune - che poi le impiega per pagare i servizi offerti da operatori e fornitori - sulla base delle effettive presenze. Riepilogando: sommando i soli bandi della prefettura e i servizi dell’hotspot solo a Taranto e provincia sono piovuti quasi 70 milioni di euro in tre anni. Una cifra ragguardevole, che spiega anche l’attenzione che sui servizi di accoglienza comincia a porre l’Autorità Nazionale Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone.

Tanti soldi, quindi, per le cooperative (sono oltre una decina) che su Taranto e provincia si prendono cura dei migranti. Soldi che potrebbero dar da mangiare non solo ai migranti ma agli stessi operatori e imprenditori dell’accoglienza. Ma c’è l’altra faccia della medaglia: i soldi arrivano col contagocce. Tanto col contagocce che il sistema viene messo in crisi; tanto in crisi che giovedì 5 luglio gli operatori hannno protestato sotto la prefettura. E ai ritardi nei pagamenti si affiancano quelli per espletare le procedure di affidamento dei servizi. «L’ultimo bando della Prefettura di Taranto per l’affidamento di richiedenti asilo bandito a febbraio con previsione di inizio dell’affidamento ad aprile - spiega Angela Surico presidente di SvegliArci Palagiano - non trova esito a 4 mesi di distanza dalla pubblicazione della gara, mentre l’anno scorso ci sono voluti 6 mesi e l’anno prima ancora 8 mesi.

Ciò determina il sicuro rischio di perdere, per tale lungaggine, la disponibilità di alcune strutture e determinare situazioni (a questo punto colpevoli), di sovraffollamento in altre, tanto da favorire le proteste spesso plateali dei migranti che per far valere i propri diritti ad una accoglienza dignitosa sono costretti a rendersi visibili bloccando le strade come avvenuto a Taranto in Via Cavallotti ma anche a Chiatona e in altri posti». Proteste che poi «alimentano il diffuso senso di pregiudizio delle comunità accoglienti nei confronti dei migranti vanificando il nostro lavoro volto alla integrazione».

I ritardati pagamenti: «È gravissimo che la Prefettura trattenga somme già erogate dal Ministero dell’Interno e destinate all’accoglienza per mesi e mesi (ora siamo a 6 mesi) sino a esporre gli Enti Gestori dell’accoglienza tra cui la nostra Associazione (che gestisce piccoli numeri) a situazioni di insostenibilità economica e al pagamento degli interessi alle banche a cui si fa ricorso pur di riuscire a garantire i servizi di accoglienza, tutela e integrazione ai migranti e almeno il pagamento dei contributi Inps dei lavoratori, visto che degli stipendi neppure l’ombra.

«Chi non è in sofferenza in questa situazione - spiega ancora Angela Surico - è solo chi fa impresa sui migranti e probabilmente gode di capitali a cui attingere sperando di introitarne altrettanti. Se è questa la scelta è pura retorica scandalizzarsi del business». Alla Prefettura viene riservata un’altra stoccata: «Non rende disponibili e consultabili le informazioni che riguardano gli affidamenti dei migranti alle varie strutture e quindi i dati relativi alle presenze effettive per struttura e i criteri con cui si dispongono gli affidamenti. Esiste solo una graduatoria iniziale a seguito di bando ma è negata la possibilità di accedere alla verifica delle effettive assegnazioni o sostituzioni effettuate nel tempo; è evidente che questo sistema potrebbe alimentare la discrezionalità dei funzionari».

E quindi, solidarietà a parte, queste attività potrebbero rendere bene e i migranti potrebbero essere i benvenuti. Burocrazia permettendo e nel rispetto della legalità.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Fra ha scritto il 09 luglio 2018 alle 20:47 :

    Basta dire eresie ,perché l’europa Non li vuole ?perché state speculando sulla vita di molte persone ,perché creare tante illusioni ,dobbiamo adeguarci al sistema ,siamo noi i disagiati ,il ponte che fa da tramite all’europa Sta per chiudere ,basta respingimenti ,l’europa Non vi vuole ,l’italia Non sa accogliere i suoi cittadini ,figuriamoci cosa può fare da sola per li altri . Rispondi a Fra