Il caso

​PeaceLink​: «Via i commissari Ilva, ecco il perché» ​

Il documento presentato dall'associazione ambientalista

Cronaca
Taranto venerdì 13 luglio 2018
di La Redazione
La conferenza stampa di PeaceLink
La conferenza stampa di PeaceLink © Renato Ingenito

«L’associazione Peacelink è entrata in possesso di un documento di particolare importanza e gravità, che intende portare alla vostra attenzione. Si tratta del procedimento amministrativo per individuare il soggetto responsabile della contaminazione da diossina riscontrata in elevate concentrazioni nel territorio di Statte, a nord dell’Ilva. Tale procedimento ha individuato nell’Ilva Spa il soggetto responsabile della contaminazione».

È quanto scrive in un documento l’associazione PeaceLink rivolgendosi ai ministri Di Maio (Sviluppo Economico) e Costa (Ambiente). «Da tempo PeaceLink chiedeva «che - prima di effettuare le bonifiche - venisse “individuato il responsabile”, ossia chi avesse inquinato in modo da applicare il principio “chi inquina paga”. PeaceLink aveva nel 2013 incontrato a Roma il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando chiedendo un sollecito alla Provincia di Taranto e un richiamo alle sue responsabilità - previste dall’articolo 244 del dlgs 152/2006 - al fine di individuare il soggetto responsabile dell’inquinamento.

Dopo anni di pressione finalmente risulta avviato un procedimento ai sensi dell’articolo 244 del dlgs 152/2006 limitatamente al territorio di Statte (non ancora di Taranto). Segnaliamo che emergono in tale procedimento tre cose particolarmente importanti: l’apposito piano di caratterizzazione del territorio di Statte (a nord dell’Ilva) ha in particolare accertato - oltre a vari superamenti dei limiti di legge per vari inquinanti - una forte contaminazione da diossine e furani per quanto riguarda i terreni; la Provincia di Taranto - al fine di applicare il principio “chi inquina paga” - ha dovuto avviare - avvalendosi di un tavolo tecnico - un procedimento amministrativo finalizzato ad individuare il responsabile del superamento delle Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC), ai sensi dell’articolo 244 del Testo Unico Ambientale (dlgs 152/2006); alla conclusione di tale procedimento - leggiamo dalla documentazione - la Provincia di Taranto ad aprile “individua il responsabile dell’evento di superamento delle CSC per la matrice ambientale suolo, relativamente ai parametri PCDD/F, nel gestore dell’impianto siderurgico: società Ilva Spa».

«A seguito di questa comunicazione della Provincia di Taranto - continua PeaceLink - la società Ilva ci risulta che abbia risposto facendo ricorso al Tar. Riteniamo che questo sia un atto particolarmente grave. Opporsi alle bonifiche è proprio paradossale. Pertanto chiediamo un decreto di revoca dei Commissari Straordinari Ilva e il ritiro immediato del ricorso al Tar Chiediamo la revoca dei Commissari senza alcuna intenzione di lederne la reputazione e l’onore, essendo il loro ricorso al Tar pienamente legittimo, anche se deleterio per gli interessi dei cittadini».

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