L'intervista

​Senza vaccini? Uno sterminio​

Cosimo Nume, presidente Ordine Medici

Cronaca
Taranto venerdì 10 agosto 2018
di Giuseppe Mazzarino
Il presidente dell’Ordine dei Medici, Cosimo Nume
Il presidente dell’Ordine dei Medici, Cosimo Nume © Tbs

Riesplode la questione vaccini, con provvedimenti antiscientifici adottati in nome di una presunta “libertà di scelta”, e con una sottintesa accusa (a volte esplicitamente dichiarata) alla cosiddetta “Medicina ufficiale” di esercitare una sorta di censura ideologica nei confronti di linee di pensiero e di ricerca “differenti”, fino a scomodare addirittura la condanna di Galileo e le polemiche contro Jenner e Pasteur, i “padri” del procedimento vaccinale. Si invoca in proposito addirittura una specie di primato della politica sulla Medicina “ufficiale” o della “democrazia” sulla scienza. Un indigeribile - e pericoloso - miscuglio di pseudo-scienza ed ideologia, insomma. Ma siccome il principio di base di una moderna democrazia è “conoscere per deliberare” abbiamo discusso di alcuni di questi spunti con Cosimo Nume, presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto.

Cominciamo con una questione etico-politica: la Costituzione, sostengono i No Vax o i Free Vax (gli attivisti contro i vaccini e quelli che sostengono che la scelta di vaccinarsi o no debba es­sere libera), dice che nessuno può essere costretto a sottostare a delle cure. E’ l’art. 32; però dimenticano che quell’articolo specifica “se non per disposizione di legge”.
«Non solo. La Costituzione, nel medesimo art. 32 afferma che la Repubblica “tutela la salute come fondamentale diritto dell’indi­viduo e interesse della collettività”. La salute, come la vita umana, è per la nostra Costituzione un valore fondamentale, un diritto non negoziabile anteposto a qualsiasi altro. In termini scientifici il diritto alla salute dell’art. 32 si traduce nel diritto alla fruizione di tutte le cure ed i presìdi a tutela del singolo ma anche della col­lettività. Chi non vuole vaccinare il figlio (perché le vaccinazioni riguardano principalmente i bambini) intanto colpisce il minore, che non è capace di gestirsi e decidere da sé, ma soprattutto mette a rischio l’intera popolazione, non solo minorile».

Viene meno la cosiddetta “immunità di gregge”...
«Infatti. Il decreto Lorenzin interviene perché in alcune Regioni si registra un calo della copertura vaccinale al di sotto del 95%, e l’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità) ricorda che sotto il 95% di copertura vengono esposti a rischi gravissimi tanto i soggetti che per vari motivi non possono essere vaccinati (immunodepressi, in particolar modo) quanto i bambini troppo piccoli per poter essere vaccinati. Se la copertura vaccinale è alta, virus e batteri non circolano e quindi anche i pochi non vaccinati sono protetti».

E’ quello che è successo per il vaiolo e, almeno nei Paesi più avanzati, per la polio?
«Esattamente. Senza i vaccini, e senza i progressi della cosiddetta “Medicina ufficiale” ci sarebbe stato uno sterminio. E vivremmo in un mondo molto più arretrato anche da altri punti di vista, proprio a causa di una mortalità precoce ed altissima».

I dieci vaccini obbligatori sono troppi, come sostengono i Free Vax o gruppi come le cosiddette “mamme informate”?
«Informate da chi? Dove? Come? Una mamma informata si so­gnerebbe di costruire una nave, di progettare un ponte, di pilotare un aereo? La Medicina, come le altre professioni, sanitarie e no (ma in quelle sanitarie sono in ballo la vita e la salute!), non è un hobby, e non è qualcosa che si può imparare navigando per qualche ora su Internet. I dieci vaccini del Piano nazionale vac­cini, che intanto vengono somministrati in due applicazioni (un esavalente e un tetravalente), non sono né troppi né pochi: sono quelli necessari nelle condizioni attuali. E sono stati individuati studiando a fondo, per molti anni, i possibili effetti collaterali, la situazione ambientale».

C’è anche chi, soprattutto attraverso i social media, grida al complotto delle multinazionali del farmaco, Big Pharma, per vendere i loro prodotti...
«Alle multinazionali del farmaco converrebbe di più che scop­piassero epidemie e pandemie: venderebbero molti più medicinali. L’abuso del consumo di farmaci esiste, ma non c’entra niente coi vaccini».

Prendere provvedimenti disciplinari contro i medici No Vax non è una limitazione alla libertà della scienza e della ricerca? Non è una chiusura settaria ed ideologica?
«E’ esattamente il contrario: la ricerca è libera, ed è oggi più che mai democratica, vista la possibilità di un rapidissimo scambio di idee, teorie, dati. Sono i risultati della ricerca che devono ri­spondere a parametri oggettivi. La Medicina cosiddetta “ufficiale” non è dogmatica, e non si fonda su opinioni personali o assiomi: dipende da un lavoro costante e democratico di continue verifi­che, di evoluzione costante, di diffusione delle conoscenze; si base sulle evidenze verificabili e ripetibili. Semmai è ideologico l’atteggiamento di chi nega la validità dell’evidenza scientifica. Ma con i terrapiattisti, a meno che non abbiano cinque, sei anni, non ci si può mica confrontare scientificamente...».

Altra accusa che gira molto in quell’oceano di sciocchezze che è il Far Web: la Medicina “ufficiale” nasconde gli effetti colla­terali dei vaccini e falsifica i dati. Ai complottisti piace assai...
«Veramente a falsificare i dati fu il profeta dell’antivaccinismo, il britannico Wakefield, radiato dall’albo dei medici del Regno Unito. Pubblicò uno studio, poi dimostratosi del tutto falsato, per avallare una causa miliardaria contro ditte produttrici di vaccini, in cui sosteneva esserci una correlazione fra vaccini ed autismo. Un falso che provocò un crollo di copertura vaccinale e dei morti. Uno dei vaccini presi di mira da Wakefield, che purtroppo è ancora venerato come un guru dagli antivaccinisti, era quello contro il morbillo. Ora, in un caso su un milione (come dimostrano studi indipendenti) quel vaccino può causare effetti collaterali anche seri; senza vaccino, è provato e comprovato che la mortalità del morbillo è di un caso su mille, senza parlare dei molto più numerosi devastanti e permanenti effetti collaterali...».

Che cosa si può fare per prevenire il ritor­no all’era delle epidemie?
«Informare. E’ una responsabilità etica dei medici ma anche dei giornalisti. E dei mass media in generale. Se penso a quanti santoni e ciarlatani discettano di temi delicatissimi di Medicina e salute nei talk show... La stampa fa anche da antidoto, da vaccino, a tante sciocchezze che circolano in rete. Io credo che le due professioni dovrebbero collaborare molto di più»

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