Il futuro del siderurgico

​Di Maio: sull’Ilva ho pronto il piano B​

Il ministro dello Sviluppo a La7: «Ma non lo dico»

Cronaca
Taranto sabato 11 agosto 2018
di La Redazione
Luigi Di Maio
Luigi Di Maio © n.c.

“Quando un ministro si sente dire che le cose non sono state fatte in regola prima di tutto deve capire se andare avanti oppure no, se invece la gara non andrà avanti perché si può esercitare l’annullamento in autotutela ne prenderò atto e ci dovremo attrezzare”. Così il vicepremier Luigi Di Maio parlando a In Onda, su La7. Bisogna aspettare il parere dell’avvocatura, sottolinea e “se la legge mi dice che devo annullare la gara allora lo affronteremo, c’è un piano B, certo ma non ve lo dico, affronteremo al meglio questa vicenda”.

Di Maio, in mattinata ha riparlato ai cronisti del piano B per l’Ilva, a margine di una visita al presidio dei lavoratori Bekaert di Figline Valdarno (Firenze). Sull’Ilva “aspettiamo il parere dell’avvocatura, e qualsiasi piano è volto a tutelare la salute dei cittadini di Taranto e i livelli occupazionali. Lo Stato deve essere molto attento quando un privato subentra a un altro privato nella gestione di un’azienda. Se questi tavoli si gestiscono al Mise è perché lo Stato deve garantire che sia un soggetto credibile. Io per l’Ilva sto accertando quello che non è stato accertato per la Bekaert di Figline Valdarno - ha aggiunto Di Maio -, ovvero sto accertando la serietà del soggetto che sta subentrando, la serietà della gara fatto dallo Stato, e la serietà del piano occupazionale e di quello ambientale”.

Sul Siderurgico il clima resta di grande attesa. A Taranto ma anche nelle altre sedi. Le segreterie genovesi di Fiom, Fim e Uilm hanno inviato una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio chiedendo una convocazione “per la conferma dell’accordo di programma e degli istituti a esso connessi” relativi all’Ilva di Cornigliano. Contestualmente, i sindacati chiedono al premier la conferma e quindi il finanziamento dei lavori di pubblica utilità a integrazione della Cigs quale “strumento per garantire la continuità occupazionale per tutti i lavoratori” prevista dall’accordo di programma. La lettera è partita ieri pomeriggio dopo che in mattinata Fiom, Fim e Uilm hanno ricevuto dall’azienda la comunicazione in cui si chiede la proroga della cassa integrazione per i lavoratori genovesi che scade il prossimo 30 settembre.

La richiesta è per 650 dipendenti, ma di fatto attualmente la Cigs viene utilizzata da circa 380 lavoratori. In passato il momento del rinnovo dei lavori di pubblica utilità, che richiede un finanziamento ad hoc da parte dell’Esecutivo, non ha mancato di creare momenti di tensione e scioperi”. Di Ilva parla anche Antonio Surgo, responsabile ionico salentino del Movimento Europeo Socialista: “chiusura e neo-statalizzazione dell’Ilva: se fosse questo il programma di Di Maio?”

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