L'intervento

​«Chi aggredisce un poliziotto non va in carcere»​

La protesta del Sap, il Sindacato autonomo di polizia

Cronaca
Taranto sabato 11 agosto 2018
di La Redazione
La polizia in azione - archivio
La polizia in azione - archivio © Tbs

“Il ventottenne di Taranto che lo scorso 24 luglio ha aggredito con un pugno in pieno volto un poliziotto presso il pronto soccorso dell’ospedale ‘Giannuzzi’ di Manduria, fratturandogli uno zigomo, ha patteggiato. Per lui 10 mesi di reclusione, pena sospesa. E’ una vergogna”. E’ il commento di Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap).

“Chi aggredisce un poliziotto in quel modo non va in galera- prosegue il dirigente sindacale- episodi del genere e i conseguenti risvolti giudiziari ‘premio’ per gli aggressori, legittimano condotte del genere perché nutrono la consapevolezza di restare impuniti. Ricordiamo- sottolinea il segerario del Sindacato autonomo di polizia- che colpire un poliziotto a calci e pugni, non significa colpire soltanto l’uomo in quanto tale, ma l’Istituzione dello Stato che in quel momento rappresenta. Servono pene più severe in modo tale che possano già di per sé svolgere una funzione deterrente. Ricordiamo che il fatto è stato ripreso dalle telecamere interne e dal filmato si evince che l’aggressione è avvenuta in modo quasi improvviso, di fronte a testimoni, nell’evidente consapevolezza della probabile impunità. Servono inoltre strumenti e deterrenti che disincentivino comportamenti violenti come ad esempio la pistola taser - conclude Stafano Paoloni- con la quale quel tizio sarebbe stato opportunamente immobilizzato».

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