Scontro aperto

Bitetti replica a Carrieri

Ormai ai ferri corti l'ex presidente del consiglio comunale e il coordinatore del Pd

Politica
Taranto sabato 12 agosto 2017
di La Redazione
Piero Bitetti: è polemica con il coordinatore del Pd, Costanzo Carrieri
Piero Bitetti: è polemica con il coordinatore del Pd, Costanzo Carrieri © tbs

TARANTO - È sempre alta tensione tra Piero Bitetti e Costanzo Carrieri. Al coordinatore provinciale del Pd, che aveva accusato Bitetti di non essere stato un interlocutore affidabile e leale del sindaco Melucci, oggi replica lo stesso Bitetti che gli risponde punto su punto. Questo il suo intervento:

«Esimio Carrieri, uno psicanalista di qualsiasi scuola e tradizione non avrebbe alcuna difficoltà a leggere nel tuo attacco nei miei confronti una severa e sofferente autocritica: tu sostieni, pensando di fare il simpatico, che non bisogna cedere a chi si affida alle “provocazioni perché finisce per portarti al suo livello e batterti con l’esperienza”. A questa tua dichiarazione, ti rispondo affettuosamente con le parole di Forrest Gump: stupido è, chi lo stupido fa! Ma sorvoliamo pure sul tuo poco felice adattamento di una frase fatta, colpa forse della tua spensieratezza; mentre noi lavoriamo per la città, tu giustamente, così mi riferiscono, ti rilassi all’Ultima Spiaggia.
Veniamo dunque alla politica.
Primo: la carica di vicesindaco è incompatibile per legge con quella di consigliere regionale. Non è un mistero che si avvicinano le elezioni politiche e la possibilità che alcuni, forse molti, consiglieri regionali pugliesi vogliano candidarsi, anche tra le fila del Pd, è un’ipotesi concreta. E allora, siccome potrei subentrare in Consiglio regionale - sulla base dei voti ottenuti alle scorse elezioni regionali, quindi per volontà dei cittadini - ho preferito non accettare l’incarico di vicesindaco che, nel caso di elezione di uno degli eventuali candidati Pd, avrei finito per ricoprire solo per pochi mesi. Questo significa rinunciare alla poltrona per un fatto di serietà e di rispetto nei confronti dei tarantini e dello stesso Sindaco.
Secondo: il sindaco è il Sovrano dell’Amministrazione comunale. La legge affida a lui le scelte e il potere di nomina. Un potere importante. Un potere che, semmai ve ne fosse bisogno, viene indirettamente rafforzato dalla scarsa propensione, chiamiamola così, dei Consigli comunali allo scioglimento per motivi politici. Noi questo lo sappiamo, come lo sapete voi e l’opinione pubblica. La sfida è perciò sul terreno della proposta politica: non servono alchimie o tatticismi, conteranno solo i fatti e i risultati che Melucci sarà in grado di raggiungere. Noi continueremo a mettere a disposizione le nostre proposte per il bene della città: condivisione e responsabilità rimangono infatti i due pilastri della nostra visione politica proprio perché non ci facciamo trascinare sul terreno della polemica sterile e strumentale di chi spera e vuole, per il momento riuscendoci, dividere la città e le forze politiche che la rappresentano.
Peraltro, a Carrieri che giudica negativamente il mio approccio trasversale in seno al Consiglio comunale, vorrei far notare che proprio lui, quando era assessore provinciale e vicepresidente della Provincia ed io consigliere, si prodigava per favorire il dialogo con l’opposizione a Palazzo del Governo.
Rilevo perciò una contraddizione nelle sue affermazioni e nel suo comportamento: abbiamo infatti a che fare con un altro dirigente, più “teatrante” e meno lungimirante, più attento a salvaguardare certe logiche che a superare determinati steccati.
Se è poi vero che con l’apparentamento la mia coalizione ha portato 4 consiglieri in Municipio, è vero soprattutto il contrario e cioè che grazie ai voti portati in dote dai nostri elettori a Melucci, il Pd ha eletto ben 11 consiglieri invece di 3; è il primo partito, certo, ma con una percentuale non proprio esaltante e a fronte di un numero di votanti alquanto esiguo. Per queste ragioni, ci saremmo aspettati dai vertici dei Democratici tarantini ben altro atteggiamento, più riconoscenza e meno cattiveria.
Prendiamo invece atto che il governo della città è un monocolore Pd; il saccheggio della giunta è stato compiuto per cui a questo partito competono oneri e onori. E ciò è una constatazione che non ha nulla a che vedere con il profilo personale dei singoli consiglieri Pd a cui, sia chiaro, non mancherà mai il mio rispetto.
Caro Costanzo, dimostri di essere mal informato di tanti dettagli.
Infatti, non ho ricevuto telefonate dal Sindaco nel tentativo di trovare la “quadra” come invece tu sostieni.
Così come quando hai dichiarato agli eletti del PD che il Sindaco avrebbe nominato gli assessori scorrendo le liste dei consiglieri eletti.
Terzo, ma non meno importante, anzi è forse il punto più importante: che tra gli assessori non tarantini che siedono in giunta comunale non ci siano dei futuri premi Nobel – ma se accadrà mi cospargerò il capo di cenere e chiederò umilmente scusa - è un fatto noto e una opinione diffusa a Taranto. Credo che la città possa offrire tanti giovani e meno giovani con competenze, conoscenza e amore della propria città.
Vedi Costanzo Carrieri, la nostra città, che tu hai imparato a conoscere, amare e frequentare, possiede una quantità enorme di eccellenze, in tutti i campi del sapere e dell’agire amministrativo. Gina Lupo – e come lei tanti altri – vanta un curriculum che parla da solo, non ha bisogno di essere “accontentata” ma solo di essere adeguatamente valorizzata che è ben altra cosa. Non sa che farsene di una delega fuori giunta, si impegna e raggiunge obiettivi a tutto campo. Se ci fosse stato richiesto – cosa che non è avvenuta - avremmo potuto fornire un elenco con decine di nomi di professionisti di altissimo livello che ben avrebbero figurato nell’azione di governo della città. La verità è che i tarantini sanno benissimo perché sono stati scelti i baresi. Continuare a negare l’evidenza, questo sì che rappresenta, al di là delle battute, una provocazione insopportabile».

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