Dopo il voto

Elezioni, «Candidati piovuti dall’alto»

Gli interventi del consigliere comunale Tony Cannone e di Graziana Bruno

Politica
Taranto martedì 13 marzo 2018
di La Redazione
Seggio elettorale - archivio
Seggio elettorale - archivio © Tbs

«Adesso occorre ripiegarsi sui risultati, analizzarli e approntare quelle misure politiche che puntino ad un recupero dei consensi perduti. Questo attraverso un confronto franco, leale e costruttivo senza abbandonarsi allo scoramento ed evitando di dare il fiato alle trombe della polemica e delle recriminazioni. Dividersi e fare polemiche è l’ultima cosa di cui ha bisogno il centro destra a Taranto».

Lo afferma il consigliere comunale e provinciale Tony Cannone a proposito dle risultato elettorale del 4 marzo. «È necessario - afferma - che il centro destra recuperi il consenso perduto puntando alla valorizzazione dei suoi militanti di base e degli esponenti nelle istituzioni e negli enti locali di Taranto. Ma non basta essere presenti nelle istituzioni, è estremamente importante anche e soprattutto come ci si sta, se si è capaci cioè di incidere nelle realtà politiche ed istituzionali e contare o si è capaci solo di svolgere il ruolo di comparse. In quest’ottica occorre valorizzare chi lavora sodo nelle istituzioni, chi ha un radicamento effettivo sul territorio ed ha un rapporto reale e quotidiano con i cittadini di Taranto, dimostrato in molteplici occasioni attraverso i consensi ricevuti. In questa città c’è chi in tutti questi anni ha dimostrato sul campo di avere capacità di radicamento sul territorio vincendo competizioni elettorali difficili senza un partito organizzato dietro le spalle, senza mezzi e senza alcun appoggio di personaggi politici ma forte solo del consenso della gente».

Cannone, che si offre per «ricostruire dalle fondamenta il consenso perduto» ritiene che imboccare strade diverse dalla valorizzazione dei militanti significherebbe «costruire sulla sabbia e condannare il centro destra a rivestire nella realtà jonica un ruolo sempre più marginale». Sulle elezioni politiche interviene anche Graziana Bruno (La Destra di Storace), che parla di «rivoluzione sociale che non avviene nelle piazze ma nelle urne».

«C’è una evidente voglia di evoluzione - dice Graziana Bruno - e la lotta non è più tra destra e sinistra ma tra sovranisti e globalisti. La gente ha mostrato tutta la sua sfiducia verso quei partiti e candidati (che hanno governato per anni) che, ad ogni elezione espongono un programma che non viene mai rispettato. C’è un cambio di rotta di buona parte del Paese verso 5 Stelle e Salvini, che promettono un futuro diverso soprattutto ai giovani. Non saranno certo solo il reddito di cittadinanza, che è una manovra economica per contrastare la povertà nazionale e rilanciare i consumi, o la coerenza di Salvini verso problemi seri come la immigrazione, legge Fornero, rapporto con la UE ma anche voglia di cambiamento di certi sistemi che isolano il Sud. Anche la nuova legge elettorale con candidati imposti, ha determinato una scelta del meno peggio e questo ha voluto significare che la condizione generale del materiale a disposizione è già dichiarata e riconosciuta scadente e che nulla cambierà».

«Ci sono stati territori, vedi Taranto - concntinua Grazia Bruno - mortificati dal centro destra, militanti della prima ora messi da parte in virtù di scelte calate dall’alto, è chiaro che il malcontento poteva essere forte e rischiava di produrre effetti negativi sui consensi. Qualcosa è mancato nelle logiche di un partito che resta mortificato da scelte verticistiche. Forse c’è una totale assenza di confronto e contatto sul territorio che andrebbe seriamente colmato. Io spero che il centrodestra comprenda quanto sia necessaria una rappresentatività territoriale capace di indirizzare la rotta verso porti sicuri».

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