Il caso

Franco Sebastio: «Deluso dal sindaco»

Parla l’ormai ex assessore estromesso da Melucci

Politica
Taranto martedì 13 marzo 2018
di Enzo Ferrari*
Franco Sebastio
Franco Sebastio © n.c.

«Sono molto deluso dal sindaco. Soprattutto dal punto di vista umano. Avevo accettato l’incarico di assessore, dimettendomi da consigliere comunale, perché avevo riposto fiducia assoluta in questo giovane che non mi sembrava legato alle vecchie logiche della politica».

Ha dovuto ricredersi Franco Sebastio, ex Procuratore della Repubblica che fino a sabato è stato assessore alla cultura e alla legalità del Comune. Poi, im modo per lui improvviso, è arrivata la revoca. «È successo tutto in poche ore», racconta l’ormai ex assessore a TarantoBuonasera.

«Venerdì mattina (9 marzo, ndr) ho ricevuto la telefonata del sindaco che mi chiedeva di incontrarlo a Palazzo di Città. Quando sono arrivato mi ha messo di fronte ad un aut aut: “Mi servono posti in giunta: ti dimetti tu o ti revoco io?”. Gli ho risposto che non vedevo alcuna ragione per la quale avrei dovuto dimettermi e gli ho detto: “Se ritieni che io non sia più utile, licenziami”. Ci siamo presi qualche ora di tempo; nel pomeriggio ci siamo risentiti telefonicamente e gli ho detto che ero ancora incerto se dimettermi o meno. Mi ha risposto che allora avrebbe fatto lui il provvedimento di revoca».

Che puntualmente è arrivato da lì a poche ore. «È stata così inaspettata questa svolta che per giovedì 15 marzo avevo già convocato a Palazzo Pantaleo un incontro con tutte le istituzioni pubbliche per avviare un discorso serio sulla cultura a Taranto. Tra gli altri, avevo invitato il rettore Uricchio, la direttrice del Museo, la Soprintendenza, la Marina Militare, gli asssesosri alla cultura di tutti i comuni della provincia e persino dei Comuni di Bari, Brindisi e Lecce. Insomma, un incontro al quale ne sarebbe seguito un altro con le associazioni che sul territorio svolgono attività culturali». E con questo l’ex Procuratore rigetta totalmente le ipotesi circolate in queste ore sulla riconducibilità della sua revoca a risultati poco soddisfacenti.

«Io non andavo in giro con telecamere al seguito, né, come assessore alla legalità, potevo fare comunicati stampa per dire che su mia indicazione era stata fermata o corretta questa o quella procedura. E vi assicuro che qualcosa di anomalo l’abbiamo fermato... Quindi rigetto assolutamente l’accusa di scarso rendimento, questo mi offende». Sebastio era stato candidato sindaco alle elezioni di giugno: per lui novemila voti e l’elezione al consiglio comunale. «Poi sono stato avvicinato da Melucci ed è intervenuto anche Michele Emiliano, col quale sono amico da tanti anni, e che già prima della mia candidatura a sindaco aveva cercato di farmi sostenere Melucci. Così ho deciso di appoggiarlo al ballottaggio, andando incontro anche a critiche ingiuste da parte di chi mi aveva sostenuto al primo turno».

Lo sviluppo della vicenda Ilva - alla luce del ruolo che Sebastio ha avuto da magistrato, avendo guidato il pool di “Ambiente svenduto”, può aver esercitato un peso politico sulla sua estromissione dalla giunta comunale? «Non ho elementi per poterlo dire», chiarisce l’ex assessore. E ora che farà Sebastio? «Ho una pensione, ma non faccio la vita del pensionato. Svolgo la libera professione di avvocato e tengo lezioni all’università. Io non ho il problema di cercarmi da vivere». L’esperienza politica dell’ex Procuratore si chiude qui. Forse poteva essere studiata un’uscita di scena più diplomatica e meno cinica considerata la sua statura istituzionale.

Ora Melucci dovrà far quadrare il cerchio e puntellare una maggioranza che in questi primi mesi di vita ha già dato prova di una preoccupante precarietà. Un posto in giunta andrà sicuramente al gruppo che fa capo a Piero Bitetti, un altro (ricordiamo che a gennaio si era dimessa l’assessore Annamaria Franchitto) forse al Pd. Ma non si esclude un terzo taglio. Forse a beneficio di qualcuno che ora siede tra i banchi dell’opposizione.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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