​La lettera inviata a Lacarra e Martina dai segretari delle Federazioni di Brindisi, Lecce e Taranto​

​Pd, tre segretari contro Emiliano​

Ecco le accuse dei vertici provinciali

Politica
Taranto martedì 17 aprile 2018
di La Redazione
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano © Tbs

«Non intendiamo più essere trascinati nella baraonda di un partito in cui non vigono regole basilari di rispetto delle reciproche funzioni».

E’ solo uno dei passaggi chiave della lettera, firmata dai segretari provinciali Rosaria Fusco (Brindisi); Ippazio Morciano (Lecce); Giampiero Mancarelli (Taranto), ed indirizzata al segretario regionale del Pd, Marco Lacarra, ed al segretario reggente nazionale Maurizio Martina. «A seguito della debacle politica del 4 marzo scorso che ha visto il crollo dei consensi elettorali soprattutto in Puglia, dove lo scarto con la media nazionale è di oltre il -4%, i segretari delle Federazioni di Brindisi, Lecce e Taranto, hanno assunto l’impegno di avviare la rigenerazione del Partito Democratico attraverso il coinvolgimento diretto dei circoli, accogliendo in tal modo l’invito del segretario reggente nazionale Maurizio Martina nella convinzione che, oltre la necessaria analisi post voto, occorra ritrovare la voglia e l’entusiasmo che ha sempre contraddistinto il popolo del nostro partito, soprattutto nella sua dimensione politico-amministrativa in Puglia.

Con il vicesegretario Maurizio Martina - si legge nella missiva - abbiamo condiviso la necessità di procedere al di là delle aree politiche e recuperare l’unità di un grande partito, il solo a mantenere un approccio collegiale nelle sue decisioni, il solo che può dare risposte ponderate e serie ad un mondo complesso e che cambia velocemente, ai populismi dalle facili ricette. Con questo spirito abbiamo messo da parte l’intenzione di commentare e rinfocolare gli animi sulle scelte politiche recenti che hanno compromesso la rappresentatività dei territori di tutte le singole province nel nuovo Parlamento Italiano. Una brutta pagina che è meglio voltare.Abbiamo anche, con questo spirito, evitato di far emergere nel dibattito tra gli iscritti e gli elettori, l’imbarazzo per chi, in Puglia, pedissequamente si distingue dalle linee del partito nazionale creando non poca confusione nel popolo del centrosinistra, consci comunque che il dialogo e la dialettica interna siano la linfa di un partito democratico, se fatti con metodo e raziocinio.

Di fronte alle ultime operazioni che si stanno determinando nella nostra Regione - scrivono i segretari - sentiamo la necessità di comunicare, sconcertati come siamo, l’assoluta indifferenza del Governatore Michele Emiliano verso gli organi del partito democratico cui fa parte, così come l’assoluta alienazione del suo agire quotidiano da quelle che sono le istanze urgenti dei territori, l’assoluta superficialità nel tenere a mente il mandato che gli è stato affidato: il governo della Regione Puglia in primis. In ultimo, grande è stata l’amarezza nell’apprendere la nomina di Simeone Di Cagno Abbrescia a Presidente del CdA di Aqp, notoriamente uomo di destra, operazione che difficilmente sapremo spiegare ai nostri interlocutori quotidiani. In ultimo le decisioni in tema di Ppi (postazioni primo intervento) e quelle sulle nomine dei direttori generali nella sanità, con la introduzione della nomina del management ad esclusivo appannaggio del Presidente in antitesi a quanto da noi sempre suffragato (liberare la sanità dalla politica) rappresentano una escalation incomprensibile e poco giustificabile al nostro mondo, ai nostri iscritti.

Alle prossime elezioni regionali vorremmo essere credibili per le cose fatte, ripensando nel mondo che cambia i valori a cui siamo chiamati, ossia la giustizia, l’ambiente, gli ultimi: dalla Sanità, passando per la chiusura del ciclo dei rifiuti, la decarbonizzazione, il welfare, la spesa europea - scrivono Fusco, Morciano e Mancarelli - Si è credibili agli occhi degli elettori, non sbancando pezzi di ceto politico assolutamente alieni alla nostra cultura riformista e progressista, bensì governando bene e amministrando la nostra Regione. Poi il resto. Pertanto non intendiamo più essere trascinati nella baraonda di un partito in cui non vigono regole basilari di rispetto delle reciproche funzioni. Disponibili e sempre pronti ad adempiere a pieno al nostro compito di sostenere politicamente i valori a cui si richiama il centrosinistra ed essere campanello d’allarme e compensatori dei conflitti tra cittadini e istituzioni. Chiediamo agli organismi superiori del nostro partito di intervenire sulle questioni evidenziate».

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