Il ricordo

Luca Brunetti, eroe di Youtube

Il celebre gol alla Juventus in coppa Italia è tra i più ricercati sul web

Calcio
Taranto mercoledì 11 gennaio 2017
di La Redazione
Luca Brunetti
Luca Brunetti © Tbs

L’unica vittoria ufficiale dei rossoblù sulla Juventus porta la sua firma ed è datata 12 settembre 1990.

Un calcio piazzato rasoterra angolato, imprendibile per Tacconi, sancì un 2-1 clamoroso per il Taranto contro Madama guidata da Gigi Maifredi (cliccatissima su youtube una sua sfuriata negli spogliatoi a fine gara) anche se infruttuoso per superare il turno di coppa Italia (2-0 per i bianconeri all’andata). L’autore di quel centro è Luca Brunetti, 52 anni, toscano di Cecina e dalla sua città di origine, dove vive, attende di tornare in pista dopo aver allenato nella scorsa stagione i Giovanissimi del Livorno. “Mi fa piacere che vi ricordate ancora di quella rete, ma forse vi siete dimenticati il famoso pallonetto da ottanta metri a Pescara (gennaio 1992)!

Scherzi a parte, tutti sanno quanto sono onorato dei miei quattro anni a Taranto e del mio attaccamento alla maglia rossoblù che sento sempre nel cuore. Oggi sono fermo qui a Marina di Cecina e mi dedico a pescare con la barca nel Tirreno, anche se ho voglia di tornare ad allenare. Ho iniziato nello staff di Giuseppe Papadopulo ed ora mi sono messo in proprio, l’anno scorso a Livorno ho anche avuto tra i miei allievi Aurelio Stringara (figlio dell’ex tecnico jonico Paolo che ha lasciato a sua volta lo staff tecnico della nazionale USA diretta da Jurgen Klinsmann da pochi mesi dopo le dimissioni del tecnico tedesco)”.

Che differenze nota tra il girone A (quello con le toscane) e quello C di Lega Pro?
“Sono onesto, non seguo molto questa categoria ma più la serie D e l’Eccellenza che in Toscana ha molte compagini di qualità. Anche se, notando i due raggruppamenti, si tasta con mano anche se per me è normale, come quello meridionale rimane sempre il più ostico. Non mi aspettavo le toscane nel girone nord con lombarde e piemontesi, in genere erano inserite con umbre, marchigiane, liguri ed emiliane. Di sicuro mi sembra meno equilibrato di quello C, basti vedere l’Alessandria che è in vetta dalla prima giornata da solo con un grosso margine sulla Cremonese. In quello vostro invece sono in quattro a lottare per la promozione diretta e sta un grosso divario tra il quarto ed il quinto posto a livello di punti”.

A Cosenza è stato esonerato Giorgio Roselli, suo compagno di squadra in rossoblù. Anche Franco Lerda ha pagato dazio a Vicenza. Non le sembrano esagerate queste decisioni societarie?
“E’ un discorso che nemmeno ho più voglia di affrontare. Ma è purtroppo la prassi da sempre, quando le cose vanno male pagano sempre gli allenatori. Mi dispiace per entrambi, due care persone oltretutto con cui ho diviso anni in rossoblù, è un quadro discutibile sul quale è inutile dilungarsi”.

Lei nell’ottobre 1991 si oppose con tutta la squadra all’esonero di Nicoletti dopo la sconfitta di Lecce (ci fu anche un servizio al TG1 sul fatto). Rifarebbe questa scelta oggi?
“Non è semplice un discorso come questo. Quella volta ritenemmo ingiusta la decisione del mio ex suocero (il compianto presidente Donato Carelli, essendo Brunetti fidanzato con la figlia Anita all’epoca) che aveva già chiamato Tarcisio Burgnich (arrivò a Bari in aereo e dovette immediatamente rientrare a casa ad Altopascio, non lontano da Cecina) ed allora chiedemmo di confermare la fiducia a Nicoletti. Purtroppo durò poco, visto che due settimane dopo fu esonerato e venne il povero Vitali al suo posto. Ma sono dell’avviso che i calciatori devono avere la loro voce in capitolo sempre. Anche due anni prima era successa la stessa cosa con Veneranda ed anche in quell’occasione fu poi esonerato due settimane dopo (nell’immediato dopogara di Barletta, 1-3 il risultato e fu sostituito dal compianto Roberto Clagluna). Non voglio ora difendere la mia categoria, ma dico che, a volte, bisognerebbe dare più fiducia al lavoro degli allenatori”.

Da capitano cosa consiglia al tecnico Prosperi?
“Non lo conosco personalmente e quindi non posso esprimermi. Dico solo che la permanenza mi sembra ampiamente alla portata e che questo pubblico meraviglioso non deve più soffrire come è accaduto negli ultimi anni”.

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