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Silvia Ussai: “Il settore sanitario responsabile del 5% delle emissioni climalteranti”

(Adnkronos) – Il delicato rapporto tra il settore della salute e il tema ecologico

Milano, 28 Dicembre 2022. Negli ultimi anni diversi studi scientifici hanno mostrato come il settore della salute sia responsabile di una quota non indifferente delle emissioni climalteranti.

Infatti, pur raramente incluso nelle discussioni sulla decarbonizzazione delle politiche pubbliche, il settore sanitario contribuisce per circa il 5% alle emissioni totali.

“L’Italia si trova ora in una situazione unica per investire in un cambiamento del proprio sistema sanitario tramite il PNRR”, riferisce la dr.ssa Silvia Ussai, medico farmacologo membro Società Italiana di Farmacologia, che, insieme a un team di esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, ha pubblicato l’Opinion Article Decarbonization of the Italian healthcare system and European funds. A lost opportunity?

“Poiché si prevede che il contributo del sistema sanitario alla crisiclimatica crescerà ulteriormente nei prossimi anni, è necessario avviare e rendere prioritarie politiche specifiche di decarbonizzazione in questo settore, adottando linee guida già esistenti a livello nazionale ed europeo”, prosegue Silvia Ussai. “Una di queste misure potrebbe essere garantire l’implementazione del sistema di monitoraggio previsto dal Decreto Ministeriale 77, per indirizzare gli interventi sulla prevenzione integrata, strettamente legata all’assistenza sanitaria di tipo comunitario.”

Tali politiche dovrebbero riguardare la catena di fornitura sanitaria e le sue emissioni dirette e indirette, la formazione professionale, la governance e i modelli di finanziamento. Come sottolinea Silvia Ussai: “In particolare, è necessario pensare ad infrastrutture (esistenti e future) efficienti dal punto di vista energetico, oltre che attuare politiche di risparmio e ottimizzazione dell’energia (ad esempio, con l’utilizzo di lampadine a LED). Un ulteriore tema molto impattante è la prevenzione dei rifiuti alimentari e l’adozione di diete sane, stagionali e sostenibili all’interno degli ospedali. Inoltre, l’Italia continua a soffrire sotto il profilo della gestione sostenibile dei rifiuti sanitari: oggi, il 30% delle strutture sanitarie non è attrezzato per gestire i carichi di rifiuti esistenti.”

In quest’ottica, sono giustificati investimenti di ricerca dedicati agli impatti ambientali del sistema sanitario e ai costi e benefici degli interventi di decarbonizzazione. “Questi sono infatti fondamentali per indirizzare i responsabili politici a promuovere efficacemente la sostenibilità ambientale e i sistemi per la salute. Tali priorità dovrebbero essere inquadrate intorno al principio cardine che collega la salute alle politiche che hanno la finalità di promuovere l’economia circolare e la bioeconomia; ridurre le emissioni di gas serra anche investendo nell’efficienza energetica delle strutture esistenti; fornire un modello economico più sostenibile”, conclude la Dr.ssa Silvia Ussai.

Responsabilità editoriale: TiLinko – Img Solutions srl