05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 05:58:00

Agorà

Applicare all’ex Ilva le linee guida per la Vis


L'ex Ilva ora ArcelorMittal

È una pia illusione pensare che con la risorta nuovissima Italsider si risolvano automaticamente tutti i problemi ambientali e sanitari di Taranto. Innanzitutto vale la pena ricordare che il trentennio di gestione pubblica dell’impianto siderurgico non fu affatto il paradiso terrestre. Come ben documentato dal bel saggio di Sebastiano Romeo “Acciaio in fumo” le concentrazioni di particolato a Tamburi erano di gran lunga maggiori rispetto a quelle misurate negli ultimi venti anni. Inoltre c’è sempre il sospetto che la lobby siderurgica pubblica possa condizionare i comportamenti degli enti di controllo Allora come se ne esce, come si può arrivare alla quadratura del cerchio della compatibilità tra lavoro e salute, tra ambiente ed economia? Si può, ed ora ci sono anche gli strumenti tecnici e normativi. Sino alla legge regionale del 21 luglio 2013 che istituì la Valutazione del Danno Sanitario (V.D.S.) si presumeva erroneamente che i limiti emissivi stabiliti dalle norme fossero in grado di tutelare ambiente e salute: un errore fatale che consentì a ItalsiderIlva di contaminare le matrici ambientali di Taranto e di causare gravissimi effetti sanitari.

Basti pensare allo scandaloso limite emissivo per le diossine industriali che ancor oggi è fissato dal Decreto Legislativo 152/2006 a 0.1 microgrammi/Nm3, una situazione emissiva che configurerebbe un tremendo disastro ambientale. Purtroppo la VDS pugliese fu cancellata ( solo per ILVA) dal decreto Balduzzi del 2013 che introdusse una VDS peggiorativa che ripristinava il nefasto principio del mero rispetto dei limiti ambientali. Nel 2015 quando ero direttore di Arpa Puglia e presidente di AssoArpa, l’Associazione delle ARPA regionali, feci approvare dal Consiglio Federale di ISPRA (l’Istituto di Ricerca del Ministero dell’Ambiente) le linee-guida sulla Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario (VIIAS) con la finalità di tutelare la salute umana nei procedimenti di autorizzazione ambientale (AIA, VIA, VAS etc.).

Purtroppo le linee-guida non sono state mai recepite dai Ministeri competenti.. Nel frattempo sono state pubblicate con Decreto del Ministero della Salute del 27 marzo 2019 le linee-guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per la Valutazione d’ Impatto Sanitario (V.I.S) che si applicano per raffinerie, impianti di gassificazione e di liquefazione e centrali termoelettriche con potenza superiore a 300 MW. Nel mio attuale ruolo di commissario della Commissione nazionale VIA-VAS ( area della salute pubblica), ho esaminato numerose VIS nei procedimenti di Valutazione d’Impatto Ambientale relativi ai progetti di modifica di centrali termoelettriche nell’ambito del cosiddetto Capacity Market in virtù del quale la rete elettrica nazionale di Terna riuscirà a soddisfare le esigenze energetiche nelle situazioni di picco della domanda.

Quel che vale la pena sottolineare è che la VIS prevista dalle Linee Guida di ISS si applica anche per i progetti di modifica di impianti già esistenti. Quindi, se si applicano anche a centrali alimentate da gas naturale che prevedono aggiornamenti migliorativi rispetto al regime produttivo precedente, a maggior ragione dovrebbero applicarsi ad impianti come una grande acciaieria a ciclo integrale le cui emissioni sono di gran lunga più rilevanti e pericolose rispetto a quelle di una centrale termoelettrica a gas naturale. E’ quindi necessario hic et nunc abrogare il nefasto decreto Balduzzi del 2013 e applicare all’ex ILVA le nuove linee-guida per la VIS. Le scelte tecnologiche e produttive dell’impianto sarebbero conseguentemente condizionate dalla compatibilità coi rigidi criteri delle lineeguida consentendo la definitiva quadratura del cerchio nel caso Taranto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche