16 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 16:59:00

L'ex Ilva di Taranto
Acciaierie d'Italia

Basta con la stupidaggine della chiusura dell’area a caldo del Siderurgico di Taranto: si abbia l’insensato coraggio di chiederne la disastrosa chiusura e si sappia definitivamente che senza l’area a caldo quello stabilimento chiude, tout court. Lo capirono con i fatti i lavoratori dell’Ilva che uscirono in massa dallo stabilimento quando si seppe del sequestro dell’area a caldo senza facoltà d’uso.

Lo affermarono con i fatti il Governo e la stessa Magistratura quando ne ripristinarono la facoltà d’uso. Personalmente l’ho sostenuto con argomentazioni tecniche ed economiche in pubblico e sulla stampa più e più volte. La prima volta fu nell’immediatezza del sequestro, nel salone della chiesa di San Pasquale, quando da presidente di Altamarea, che aveva organizzato un incontro con i cittadini, risposi a un operaio Ilva spiegandogli perché chiudere l’area a caldo significasse chiudere l’intero stabilimento. Con onestà quell’operaio ammise di non averlo capito prima, da solo, pur lavorando proprio nelle centrali elettriche da fermare irrimediabilmente senza area a caldo. L’ultima volta l’ho fatto nell’articolo pubblicato il 27 ottobre 2020 su Taranto Buonasera con il titolo “Le incongruenze dell’Ilva senza carbone e area a caldo”. L’ha dichiarato con nettezza in udienza in Parlamento la dr.ssa Lucia Morselli, incontrastata dominus di ArcelorMittal Italia.

Infine lo ha confermato il deputato M5S Gianpaolo Cassese in un articolo e in un’intervista recentissimi, pubblicati sulla stampa locale. L’on. Cassese non ha nascosto di aver chiesto anche lui la chiusura dell’area a caldo, in molte occasioni, in campagna elettorale e dopo. Egli ha avuto anche l’onestà intellettuale di riconoscere l’esistenza di quello che chiama “l’inquinamento delle coscienze”, per cui necessita “iniziare a parlare delle cose per quello che sono davvero, mettendo da parte i fatti emotivi”. A questo punto ritengo opportuno sottolineare che proprio per cercare di ridurre quell’inquinamento delle coscienze, vieppiù crescente in città, ho proposto ripetutamente di sottoporre a preventiva valutazione di impatto ambientale e sanitario gli assetti presenti e futuri dello stabilimento, individuandone il danno sanitario residuo e confrontandolo con gli standard internazionali.

La prima volta fu nell’estate del 2015, a seguito della pubblicazione delle linee guida per l’applicazione della VIIAS (edizione Assennato): ne derivò l’approvazione all’unanimità di un Ordine del Giorno del Consiglio Comunale di Taranto, che non fu preso in considerazione dai commissari Ilva dell’epoca. Ora è sicuramente merito degli attuali commissari di Ilva in A.S. se nell’accordo Invitalia – ArcelorMittal è stata espressamente prevista la valutazione di impatto sanitario, unico percorso che consente di risanare il tessuto socioconnettivo di questa città e di questa provincia, nel rispetto e contemperamento dei diritti e degli interessi di tutti.

Non capire tutto ciò, o addirittura capirlo ma rifuggirne per inseguire irresponsabilmente obiettivi impossibili e ingiusti, anche inquinando le coscienze, è gravissimo. L’auspicio è che gli “oltranzisti puri e duri “non siano così irresponsabili da dubitare della serietà, della competenza e del senso di responsabilità delle autorità istituzionali che si occuperanno della VIS – Valutazione di Impatto Sanitario. Ho trattato quel tema specifico più volte dal 2018 e in ultimo nell’articolo “Sogno un’Ilva olivettiana, ma serve la valutazione di impatto sanitario” pubblicato da Buonasera del 15 aprile 2020 e autorevolmente ripreso da Giorgio Assennato e Alfredo Venturini su Buonasera del 8 dicembre 2020. L’inserimento della VIS ISTISAN 19_9 nell’accordo Invitalia – ArcelorMittal è una delle risposte alle aspettative dei tarantini. Un’altra sarà la realizzazione effettiva del Tecnopolo Mediterraneo fortemente sollecitata dal Centro di Cultura “G. Lazzati” di Taranto. E questa è la prossima puntata.

1 Commento
  1. Savino Lombardi 9 mesi ago
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    Perfetta analisi da parte di una persona che E’ UN TECNICO che conosce anche la macchina politico/amministrativa

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