05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 04:52:00

Agorà

L’inciviltà di Capodanno, investire nell’educazione civica

foto di Il lancio del frigorifero nella notte di capodanno
Il lancio del frigorifero nella notte di capodanno

Le manifestazioni di inciviltà nella notte di fine anno a Taranto sono il segno di una storica sedimentazione di incultura e di rottura sociale. Non sono nuove evidenze. A mia memoria sono la riproposizione di vecchi e consolidati deprecabili comportamenti.

Ogni inizio di nuovo anno si ripropone la litania dello scoramento e della riprovazione. Giusta la condanna e la indignazione però è necessario andare più avanti affrontare,per ridurle, queste riluttanti manifestazioni. Serve certamente la denuncia e la repressione. Però, in una nuova visione di città è necessario mettere in campo azioni incessanti, mirate e di lungo periodo, per contrastare e ribaltare quel diffuso senso di non partecipazione che affligge una parte minoritaria, ma non piccola, della città. Si inizi dalle scuole. Si investa su progetti imponenti di educazione civica con il personale scolastico coadiuvato da figure polispecialistiche.

Poi, con il concorso dell’assocazionismo volontario, si vada quartiere per quartiere a studiare e valutare modalità e interventi per un largo recupero sociale e di integrazione. Capire le ragioni e cercare le risposte utili appare una vera urgenza. Coinvolgere in questo imponente agire agenzie educative come scuola, parrocchie, centri associativi e culturali. Bisogna spendere su questo progetto risorse economiche e umane, esprimere una volontà inequivoca di voler combattere estraneità e ribellione sociale. La costruzione di questo progetto vale quanto e forse più di tante iniziative ed opere della nuova Taranto. Provarci è essenziale. Non farlo costituirà una inescusabile responsabilità.

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