05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 05:58:00

Agorà

Scuola, ci mancano il calore umano e le certezze della presenza

Aula scolastica
Aula scolastica

La pandemia di Coronavirus ci ha ridimensionato e destabilizzato, ha cambiato la nostra vita e ci ha fatto perdere il controllo sul nostro futuro. Ci ha tolto la libertà, l’amicizia, l’amore, la famiglia, il calore umano, la scuola, la quale non con poche difficoltà si è dovuta attrezzare per avviare, così come richiesto dalla normativa, le attività di didattica a distanza. A settembre, la ‘svolta’: prima dell’avvio dell’anno scolastico dirigenti e responsabili dei mezzi pubblici si sono trovati per decidere insieme l’organizzazione del trasporto, con particolare attenzione agli orari.

Annunci di buoni propositi per preparare la scuola a far fronte all’emergenza, alla luce di quanto annotato, non sembrano siano stati finora molto onorati: i banchi monoposto, con o senza rotelle non sono stati consegnati in tutti gli istituti. Per questo, la scelta di iniziare l’anno con solo il 50 percento degli alunni in presenza era correlata non solo alla questione spazi interni ma anche per limitare l’impatto e la presenza di troppi studenti sui mezzi pubblici. Ma oltre questo, vi erano pochi autobus a disposizione, studenti ammassati e norme igienicosanitarie trascurate.

Perdipiù noi ragazzi, così come gli stessi insegnanti, abbiamo riscontrato problemi di natura informatica, organizzativi, psicologici e sociali. Non tutti hanno la possibilità di avere computer o connessioni internet eccellenti. Nelle case in cui ci sono genitori obbligati allo smart working o più fratelli impegnati nell’e-learning, è inconcepibile immaginare che ci siano più postazioni o pc a disposizione. Inoltre, tra noi studenti è venuta a mancare la partecipazione, l’empatia, il coinvolgimento, l’amicizia, le interazioni che caratterizzano la vita scolastica. Il cambiamento determinato dal coronavirus ci ha reso fragili, ansiosi e apprensivi.

Queste sensazioni, infatti, possono condurre a sperimentare difficoltà di attenzione e concentrazione, desiderio di abbandono, calo dell’impegno e del rendimento scolastico. A volte infatti avvertiamo il bisogno di avere certezze, di sentirci rassicurati. La scuola in presenza è fatta di regole e sono proprio quelle a dare certezza, a dare sicurezza. Tra le svariate problematiche, sarà anche interessante capire quest’anno come si svolgerà l’alternanza scuola lavoro e come faremo noi studenti di quinta quest’anno a recuperare le ore perse a causa della pandemia. Però, per ora nessuna notizia al riguardo. Insomma, il Covid ha fatto emergere e galleggiare la necessità di un’istruzione pubblica più moderna, tecnologica e di un’organizzazione più funzionante e vigorosa. Analogamente e non meno difficile, risulta essere il compito dei genitori: se essere genitore di un adolescente non è un ruolo molto semplice da assolvere, in questa fase probabilmente è ancor più complesso. Diventa utile accogliere le paure dei propri figli e i loro timori. E’ necessario monitorarli, rassicurarli, sostenerli. Ma c’è una cosa che più di tutte vorrei che si imparasse: l’importanza di ricordare. Che tutto non scompaia in un nuovo vorticoso oblio, che l’insegnamento sia scolpito nei nostri cuori, che venga tramandato ai nostri figli e da questi ai nostri nipoti.

Desirè Mero
Studentessa Liceo Aristosseno

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