23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 21:06:00

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Aula scolastica

Trent’anni e più della mia vita nella scuola, in continua presente-presenza. Dunque? non mi sono mai assentato, nemmeno per il mio… matrimonio. Ho inviato carta bollata a tutti i concorsi di Belzebù, per rimanere “in presente presenza”, e anche per ubbidire a babbo mio che, in presenza, minacciò :“no al concorso? finirai ministro degli esteri!”. Ora sono in pensione, ma è un po’ che L’INPS mi guarda “intensivo”! … Sarà per l’età? Sto abusando… lo so! e si vede dal fatto che mi sono fissato a …rotelle. Mah… abbiate pazienza. Ma perché tornare a tanta noia?

Ma sì, perché giammai in Italia si è tanto parlato di scuola, e di cultura soprattutto, e io, così sempre presente in presenza, un po’ me n’intendo. Parlano tutti di tanta cultura, ma così altiiiiiii che ne arrivano solo confusi suoni misti, non “mistici” come al “Trovatore” (ah l’opera, cultura-sciocchezza da niente. Chiusa in teatri deserti nemmeno un… asporto, come la pizza!), ecco rumori di strana cultura: “didattica presente, assente, rotelle, dad, bus, ferrovie, pattini-mono e pluri, la scuola infetta, no, disinfetta, e poi tu ce l’hai il Pc , i baidet semplice e i megabaidet, io aifono, tu aifoni, egli invece aipad per darsi tante arie da dendi-DAD…!” M’hanno chiesto in “alto loco” poche pillole pedagogicodidattiche per rafforzare e unire cultura passata e presente. Inesperto, mi sono rivolto a certi… già inquilini ministri del tempo che fu e del piano di “su”, ma anche loro un po’ “strani”. Figuratevi: De Sanctis Francesco, che impegnato con Dante, aveva in soggiorno in presenza a lezione … Paolo e Francesca, che se li lasci “soli” …quei due, e mi fa sbrigativo: “Per l’infanzia della nuova Italia unita? Nel pomeriggio ripassare sempre la lezione… alla giostra che ruota, all’autoscontro; Croce, Benedetto, m’ha inviato il seguente precetto: “Mo ora non non posso, che avverto intuizioni liriche in certi DPCM infernali, danteschi (è l’anno suo), comunque consiglirei (senza ricetta) tre volte al dì (dopo i pasti) “la vispa Teresa che avea tra l’erbetta a volo sorpresa gentil rotelletta… pardon farfalletta (Gesù Gesù che confusione…)”.

Gentile Giovanni, altro ministro-collega, l’ho proprio scocciato. Stava lì sul “balcone” a gustarsi i cieli fatali. Prende il libro, a “lui” lascia il moschetto, e mi chiama dal mappamondo dell’altro mondo: “Alle superiori, a “voi” e a “noi” magari l’inno di Villa (non Pancio, ma Claudio), quello della nuova scuola in presenza: “Gira, gira e fai la ruota e non farla mai fermar…”. Ma ecco, la cosa più colta e d’impegno la lancia il gran Spadolini: “Per l’anniversario del nostro “Divino”, con tutti i cerchi-balzi-cieli del grande Alighieri, fate pure l’ula– op, tra italiano greco e latino. “Ma allora –esclamò il governo in seduta perenne a dare cultura e i… numeri della prossima apertura presente – allora è la ruota-rotella l’ossatura dell’italica scuola presente in presenza! Dio lo vuole! Come orientarsi? ma è già chiaro, ma più chiaro lo dice solo il “quinto evangelio secondo Emiliano”, che, abbattuta una foresta di carta con i “visto… visto… visto… , proclama: “Fate questo in memoria di me, ma anche no, fate insomma come c… vi pare.” Perciò l’ho votato, per le sue certezze e la nostra total libertà.

Ma ecco giunge Peppini, tutto sciupato. Porta con sé una cosa (un “servizio” direi) segreto direi, un DPCM eterno e speciale: “Tutti i signori tifosi DAD sappiano che, pur con starnuti villani-virali in faccia al docente e al vicino di banco, e pure senza trasporti, solo la presenza in presenza salva… il governo e…. , come si chiama…, ah sì la… democrazia, anche in assenza. ASCOLTATE: Trump, infatti, studiò sol con la… DAD! Capito? E poi basta! E poi anche i DADINI sono tanto tanto felici solo quando, vanno a scuola, specie fuori scuola per l’alternanza né scuola-e neppure lavoro, per farsi tutti archivistiarcheologi (mai tranvieri, o chessò pizzaioli?). E siccome il passato (o il futuro?) è momentaneamente esaurito (dice Pfizer), per smaltirli tutti questi archeologi, abbiamo pregato il Vesuvio, dopo il successo (‘o vero) di Ercolano Stabia e Pompei, una gentile replica, magari su Napoli – Salerno, così De Luca ‘a spicce’ ”.

Se il Vesuvio in presenza-presente-fumante ci sta, basta disoccupati archeologi, usciti in aternanza-presenteassente dalla scuola non DAD!

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