17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 12:46:00

Agorà

Quasimodo, Leonida e Antonio Rizzo: la storia


L’11 marzo scorso inviai all’assessore alla cultura lo scritto qui allegato. Contemporaneamente inviai al suo telefonino la notizia, alla sua gentile attenzione. Non ho ricevuto nessun riscontro. Mi spiace soprattutto per il sindaco Melucci, che abbiamo visto sinceramente entusiasta e commosso alla scoperta dello “sconosciuto” Quasimodo tarantino (“inedito”?). Scoperto il nostro Quasimodo a Marzo e inserito nel Dossier, forse avrei anche raccontato come andarono le cose in quella fatidica splendida sera dell’11 aprile 1967, della conferenza al salone della Provincia del Premio Nobel (cosa che farò qui in altra occasione). E di come giunsero alla Biblioteca Acclavio i “reperti” ora “scoperti”, ma rintracciabili da chiunque e da anni nel “Sistema Bibliografico Nazionale”.

Com’è noto l’associazione culturale Gruppo Taranto svolse nel 1992 una mostra, in ricordo dei 10 anni dalla morte di Antonio Rizzo, aperta per un mese (“Fondo Antonio Rizzo”), con articoli e trasmissioni televisive (una per RAI 3), con un catalogo in tre libri (sono in Biblioteca Acclavio), che portammo in importanti luoghi italiani. Facemmo conoscere il vero autore e protagonista di meravigliose avventure culturali, con le lettere autografe del carteggio QuasimodoRizzo, che conserviamo. La Mostra fu ripetuta nel 2008. Ecco la mia comunicazione. “Nell’incontro del 24 febbraio u. s. è stato presentato il Dossier per la partecipazione di Taranto a Capitale della cultura italiana per il 2021. Nell’incontro si è appreso che ci si è dovuti impegnare in tutta fretta. E che quindi per il Dossier si è disponibili a integrazioni. Lo facciamo in questa descrizione, per dovere civico. Le quattro tematiche sono forse già segnalate. Qui indichiamo la loro matrice tutta tarantina e i suoi contributi, altissimi, alla cultura ed all’arte italiane.

1) Le traduzioni ed il saggio “Leonida di Taranto”, opere di Salvatore Quasimodo (1967) nacquero da una iniziativa del tutto tarantina che riuscì a “convogliare” la creatività del Nobel siciliano verso Taranto.

2) Il premio del mare si svolse a Taranto tra il 1949 ed il 1952. Il Premio Taranto” fu il maggior Premio di letteratura ed arte d’Italia, paragonato da tutti i grandi giornali italiani alla Biennale di Venezia ed alla Quadriennale Romana. Nel 2000 la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, in una grande Mostra, “Il 1950, Premi ed esposizioni nell’Italia del dopoguerra”, documentò questa verità.

3) Martina Franca è entrata nel 1968 nel novero delle città italiane care all’arte attraverso il celebre libro di Cesare Brandi, appunto intitolato “Martina Franca” (Apollinaire edizioni, Milano, 1968). Nacque da una fatica tarantina del giornalista Antonio Rizzo. Oggi l’importantissima casa editrice milanese, La Nave di Teseo, ha ripubblicato lo splendido libro (con un saggio di Aldo Perrone, che è anche curatore dell’intera opera, che contiene anche lo scambio di lettere fra Brandi e Rizzo). Vittorio Sgarbi nella splendida prefazione dice: “è un libro di vera poesia”.

4) Il milanese, anzi tarantino Raffaele Carrieri è riconosciuto fra i maggiori poeti italiani del secolo scorso. Fu anche uno splendido critico d’arte. Nel 2006 Taranto svolse una superlativa mostra con i maggiori quadri “di Carrieri”; cioè dei grandi artisti che lui aveva “sponsorizzato” . Il Corriere della sera (ma anche tanti altri giornali) dedicò a “Il mondo di Raffaele Carrieri”, per la penna di Sebastiano Grasso, un appassionato lungo articolo nella pagina dell’arte.

La Mostra richiamò migliaia di visitatori, anche da Milano. L’associazione culturale Gruppo Taranto, che ha ben oltre un quarantennio di intensa vita culturale, ha nelle sue dotazioni tutto il dossier dei carteggi autografi, di libri di assoluta rarità, fotografie ed elementi iconografici, pubblicazioni rarissime, di documentazioni giornalistiche, di libri dei quali vi è il manoscritto intero, di manifesti, inviti, fotografie degli eventi, disponibili per la “Taranto 2022”. La maggior parte di quanto indicato proviene dall’attività stessa dell’Associazione e dei suoi componenti. Salvatore Quasimodo L’operazione culturale che portò il Premio Nobel Salvatore Quasimodo a tradurre tutte le poesie del poeta della Magna Grecia Leonida di Taranto e a scrivere il saggio “Leonida di Taranto” ebbe per protagonista Antonio Rizzo, del quale il sottoscritto era giovane collaboratore (Rizzo era giornalista dell’antica testata tarantina La Voce del Popolo). A Taranto nell’aprile del 1967 per Quasimodo-Leonida accorsero mille persone di pubblico: prima volta in Italia, e tutti i giornali dell’epoca sottolinearono quest’amore per la Poesia. L’Apollinaire di Milano pubblicò il saggio (in formato d’arte – 38×26, in folio). La copia principale – introvabile – è nelle dotazioni del Gruppo Taranto. In seguito l’Apollinaire, pubblicò (sempre in formato d’arte 38×26) “Lettere d’amore di Quasimodo”. La storia della letteratura parla ancora oggi, nel mondo, di quest’evento e di questi libri. Il “Leonida di Taranto” fu poi ripubblicato da Lacaita.

(Bibliografia minima: “Leonida di Taranto”, Apollinaire, Milano 1969 -formato d’arte – 38×26, in folio-. Contiene la firma di Quasimodo, che fu posta inchiostrando il palmo della mano destra. Inoltre: “Leonida di Taranto” con un saggio su Quasimodo di Carlo Bo-Presentazione di Antonio Rizzo, Lacaita Editore, Manduria, 1969. POI: “Quasimodo – Leonida di Taranto”, Presentazione di Raffaello Brignetti, a cura di Antonio Rizzo, 1969. Cataloghetto della Mostra “Ricordo di Quasimodo” per l’Amministrazione Provinciale di Taranto ed il Circolo di Cultura).

 

 

 

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