25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 06:45:36


Le colonne doriche

Basterebbero queste due pagine con gli interventi di Piero Massafra e Mario Guadagnolo per convincere anche i più scettici sulle opportunità che Taranto ha per viaggiare a vele spiegate sulle onde della cultura. Non c’è da inventare nulla. Abbiamo tanto, se non proprio tutto.

Ci sono risorse straordinarie che attendono solo di essere lanciate in un ampio progetto di sviluppo di eventi culturali. Eventi nostri, non di importazione. Per essere chiari: vanno benissimo – e sono le benvenute – rassegne come il Medimex, giusto per fare un esempio di presa popolare. Ma c’è differenza enorme tra il Medimex e la salentina Notte della Taranta, pur essendo entrambi degli straordinari contenitori musicali. Ma se il Medimex può essere replicato a Taranto come altrove, la Notte della Taranta esalta una specificità culturale, etnica, di un territorio che rende quella manifestazione unica nel suo genere. Ecco, è quello che dovremmo provare a fare a Taranto esaltando le nostre risorse.

In queste pagine di Agorà ne sono elencate alcune. Persino nell’arte contemporanea – così poco compresa da queste parti – potremmo primeeggiare: la Concattedrale di Gio Ponti e la Fontana di Nicola Carrino, piacciano o meno, sono opere d’arte di riconosciuto valore internazionale capaci di richiamare studiosi e turisti se rilanciate attraverso adeguate campagne di marketing territoriale. E ad esse potremmo aggiungere il monumento, mai realizzato, di Nino Franchina a Giovanni Paisiello, gioiello dell’astrattismo che avrebbe fatto di Taranto una città d’avanguardia nel campo dell’arte contemporanea. E visto che l’amministrazione comunale ha avviato il percorso per riqualificare Piazza Castello, ricordiamoci che per quella piazza esiste già un progetto firmato da un’altra grande personalità del Novecento: Gio Pomodoro.

Un altro progetto rimasto chiuso nei cassetti di qualche ufficio comunale. Gio Ponti, Nicola Carrino, Nino Franchina, Gio Pomodoro: tutti insieme a Taranto. Un patrimonio dell’arte contemporanea di inestimabile valore tutto raggruppato tra i Due Mari. Queste sono le sfide sulle quali misurare reale capacità politica e livello culturale di una città che ha avuto la coraggiosa ambizione di candidarsi a capitale italiana della cultura. Dimostriamo di aver compiuto qualche passo in avanti rispetto agli anni dell’umiliante epilogo della vicenda Franchina-Paisiello.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

1 Commento
  1. VINCENZO 8 mesi ago
    Reply

    Bene Direttore a ricordare quello che poteva essere ed è finito in qualche fondo di introvabile locale. Per quanto ne sappia, durante la giunta del Prof. Guadagnolo si arrivò quasi alla definizione del progetto di rifondazione di Piazza Castello. Difatti proprio il sottoscritto ebbe l’incarico dal Sindaco, di portarsi, con un collega ora deceduto, presso gli studi dell’artista Giò Pomodoro e ritirare sia lo studio fatto che il plastico dell Piazza Castello. Portammo il tutto a Taranto e per disposizione del Sindaco Guadagnolo fu anche esposto nel salone dell’ingresso del Palazzo di Città. Poi con il cambio dell’amministrazione la cosa fu sepolta. A distanza di anni, dopo la morte del grande Giò, mi venne in mente che della sua opera non avevo nessun ricordo perchè non avevo nè un disegno nè una foto dell’opera dell’artista, nonostante l’abbia avuta per primo nelle mani. Mi misi alla ricerca del plastico per poterlo fotografare. Dopo richieste varie e giri presso gli eventuali siti di deposito dell’Economato, non riuscii a trovare nulla. E dell’opera voluta dal Prof. Guadagnolo non ho più saputo nulla. Ora spero che con il suo intervento qualcosa venga fuori. Sono sicuro che anche l’ex Sindaco sarebbe felice.
    Grazie Sig. Direttore e distinti saluti
    Taranto, 04.03.2021 – Vincenzo Frisenda

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