22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Agorà

Bisogna evitare una guerra dai risvolti oscuri


L'ex Ilva di Taranto

Venerdì u. s. ho partecipato al webinar promosso da Mezzogiorno Federato su “Il nuovo polo industriale e logistico ionico: un progetto urgente di transizione ecologica” con Alfredo Venturini di Mezzogiorno Federato Puglia, l’ing. Biagio De Marzo già dirigente siderurgico, Pres. Alta Marea, l’ing. Ercole Incalza esperto settore trasporti, l’ing. Angelo Racca già direttore Italimpianti, esperto impiantistica e il prof. Giorgio Assennato già direttore generale Arpa Puglia.

Sono stata in ascolto attento e, devo dire emotivamente coinvolta non solo dal livello alto delle proposte fatte dai relatori per riqualificare la fabbrica, ma anche dalla emozione e dalla passione che le loro parole hanno trasmesso. Tutti ingegneri, dirigenti della grande fabbrica, conosciuti per il loro impegno e la loro competenza; di particolare rilievo l’intervento del prof. Assennato, oggi consulente del Ministero. Ovviamente la formazione specifica va riconosciuta e, ovviamente, non mi permetto di intervenire nelle argomentazioni su scelte di tipo tecnico; vorrei dire, in questo spazio di comunicazione che ritengo importante, ciò che penso sulle dichiarazioni fatte dal Sindaco Melucci e pubblicate dai giornali in tono di “guanto di sfida” ai Mittal, al Governo, alla città. Sicuramente i vari giornalisti hanno amplificato e interpretato in modo poco corretto le parole del Sindaco, forse per rompere la monotonia del Covid, sicuramente, però l’affermazione “chiuderemo la fabbrica” è di quelle che non possono passare sotto silenzio. Signor Sindaco, io che Le ho dato il mio voto e che Le ho fatto campagna elettorale e che, anche per questo rivendico diritto di ascolto, Le chiedo: una dura contrapposizione, dai risvolti e risultati oscuri, tra chi vuole la fabbrica e chi la vuole chiudere si può evitare?

A chi gioverebbe la vittoria di chi chiede, senza se e senza ma la fine dello stabilimento, certamente non all’Amministrazione Comunale, per motivi comprensibilmente immaginabili, ma proprio tanti da elencare. Una guerra tra fazioni lascerebbe sul campo solo macerie. Le faccio una proposta ragionevole: si faccia promotore di un qualificato dibattito, con esperti del settore, di livello cittadino, nazionale ed internazionale, renda partecipi i cittadini di Taranto, oltre al Governo italiano di questa sua iniziativa, con le modalità consentite dalla pandemia, concordi con gli esperti, con i Ministri le decisioni da prendere sulla “Nostra Fabbrica”, le soluzioni finali saranno quelle giuste, il mondo intero è orientato verso una industrializzazione compatibile con il territorio e con l’ambiente tutto. Mi permetto solo un’ultima considerazione: il referendum sulla chiusura dell’ILVA andò deserto, certo non per indifferenza dei Tarantini. Resto in attesa di risposte.

Libera Falcone

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