27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 17:59:00

foto di Rossana Di Bello
Rossana Di Bello

Una notizia sconvolgente. Abbiamo sperato, tutti quelli che le hanno voluto veramente bene, che se la sarebbe cavata anche stavolta. Speravamo nella sua tempra forte, nella sua volontà, nella sua voglia di vivere, nell’impegno che metteva in tutte le cose quando faceva le battaglie per gli altri e le vinceva. Stavolta si è impegnata nella battaglia più importante e decisiva, quella per la sua vita e l’ha persa. Non la dimenticheremo facilmente come non la dimenticheranno i cittadini di Taranto che le hanno voluto bene perchè hanno capito chi era, cosa faceva e perchè la faceva e non si lasciavano infinocchiare dai ciarlatani maldicenti interessati che anch’essi non la dimenticheranno ma perchè lei li costringerà a guardarsi dentro e a vergognarsi finchè camperanno. Per anni questa donna è stata perseguitata, infangata, calunniata, infamata.

Anni terribili nel corso dei quali ha subito 12 processi con relativi gradi di giudizio costretta a difendersi in decine e decine di udienze per dimostrare un’innocenza che era nelle carte e negli atti. Sarebbe bastato leggere quelle carte senza il pregiudizio e senza la volontà di perseguitarla ad ogni costo e soprattutto senza teoremi precostituiti, per evitare ad una donna sofferenze e umiliazioni inenarrabili e alla giustizia perdita di tempo e di danaro pubblico. Bastava che i magistrati di primo grado avessero letto le carte come hanno fatto i magistrati delle udienze di secondo e terzo grado per fare giustizia subito. Alla fine Rossana l’ha spuntata e ne è uscita a testa alta assolta in tutti i processi. L’ha spuntata con la giustizia dopo dieci anni nelle aule dei tribunali ma ci ha messo molto più tempo per spuntarla nella mentalità di molti tarantini che ancora si lasciano guidare dal pregiudizio, che non si informano, che abboccano alle infamie e alle calunnie propalate per lungo tempo da forze politiche interessate più al tornaconto partitico che agli interessi della città.

Questi cittadini ancora vanno ripetendo come dei pappagalli idioti e ottusi teoremi bocciati definitivamente non solo nei tribunali ma anche dalla politica. E questo è ciò che amareggiava di più Rossana e la sua famiglia. A renderle giustizia non sono bastate le sentenze di assoluzione passate in giudicato, non è bastato scrivere un libro sul dissesto, aver dimostrato con atti, numeri, documenti che quel dissesto veniva da lontano, che lei non c’entrava nulla e che soprattutto poteva essere evitato e non lo è stato per responsabilità di un commissario più obbediente ai padroni di turno che al suo dovere di servo dello Stato. In quel libro mi sono sforzato di svestire i panni di amico di Rossana di Bello per vestire quelli dello storico obiettivo che parla solo per numeri, carte, testimonianze e documenti. Ma questo ancora non è servito. Sui social c’è ancora chi va blaterando accuse infondate e calunnie indecenti. A dire il vero tra i suoi antichi carnefici qualcuno comincia a rivedere sia pure a denti stretti il suo giudizio. Troppo tardi. I giudizi valgono quando uno è in vita non dopo perché i giudizi dati post mortem suonano come una beffa. Questi giudizi dati oggi in morte da chi in vita l’ha massacrata suonano come inutili lacrime di coccodrillo e come offesa.

Mi viene in mente la battuta di Bettino Craxi quando nel corso di un’intervista rilasciata a Bruno Vespa ebbe a dire “La cosa peggiore che mi potrà capitare è essere riabilitato da coloro che oggi mi stanno uccidendo”. Mai previsione fu più azzeccata. La stessa cosa sta capitando a Rossana Di Bello. In ogni caso Di Bello non è passata invano da Palazzo di Città perché ha lasciato un’impronta indelebile nella storia e nella vita di Taranto. Rossana non appartiene alla categoria dei sindaci che passano senza lasciare traccia e dei quali nessuno si accorge. La sua presenza si è notata eccome! Per me come per una moltitudine di tarantini Rossana ha rappresentato il desiderio e la speranza che questa città potesse sollevarsi dalla maledetta mediocrità in cui si era cacciata, ci ha fatto sperare e sognare come si spera e si sogna nella vittoria dello scudetto. Averla conosciuta ed aver lavorato con lei è stato un privilegio perché lavorare con lei, al di là delle posizioni politiche, in un grande e ambizioso progetto per la città e a fianco di una donna intelligente, preparata, competente, per bene, pulita, onesta, entusiasta, piena di vigore, di energia e di vita ci ha fatto sentire tutti più importanti e utili al bene comune. Rossana Di Bello era una visionaria e una guerriera. Una tigre quando si trattava di difendere gli interessi della città.

Ricordo proprio all’inizio del suo mandato le quattro ordinanze per la chiusura delle cokerie, le uniche che fecero tremare il Padrone. Con lei molti di noi perdono una sorella, un›amica, una compagna di viaggio, una persona alla quale confidare idee, progetti, ambizioni voglia di guardare avanti. Rossana era un uragano, una trascinatrice, un capo anche se aveva i suoi momenti di abbandono, di incertezza, di malinconia. Era una donna ricca non solo di volontà ma anche di sentimenti, di abbandoni e capace di emozioni. Molti l’hanno conosciuta come una iron lady, una lady di ferro, (e lo era perché era un capitano e una guerriera) ma era anche una donna capace di commuoversi di fronte alla bellezza di un tramonto o alla fragilità di una persona anziana o al sonno di un bambino. Aveva solo un punto debole, e nessuno come me che ero e sono affetto dallo stesso male, la poteva capire, l’amore sconfinato per questa città. Ora Rossana se n’è andata e ci ha lasciato tutti un pò orfani della sua voglia di vivere e del suo entusiasmo ma lei rimane nel nostro cuore come una speranza, un sogno sognato, un’avventura spezzata. Rimarrà sempre con noi perchè per noi lei non se n’è mai andata e sono convinto che da lassù continuerà a lavorare e a pensare come fare per rendere più grande e importante questa città. Ciao Rossana, ti vorremo sempre bene.

Mario Guadagnolo

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