Agorà

«Rossana sapeva dialogare con tutti»

foto di Rossana Di Bello con il Presidente Ciampi
Rossana Di Bello con il Presidente Ciampi

Non avevo fatto in tempo, sabato mattina, a metabolizzare la notizia della scomparsa del mio più che fraterno amico, cinquantunenne, Fabio Fornaro, avvenuta solo poche ore prima,che mi raggiungeva la notizia, pure, della scomparsa dell’amica Rossana, Rossana Di Bello. Per questa ragione, posso testimoniare che quando un dispiacere si aggiunge ad un altro, non è vero che il più recente sostituisce l’altro; i due si sommano soltanto, e ti lasciano sgomento.

Oggi, voglio ricordare Rossana. Non è facile, sia perché tanto si è detto e scritto di Lei, anche a sproposito, e sia perché tutto ciò che potrei dire apparirebbe di parte. Vero è che ho avuto l’onore di sostenere il politico Rossana Di Bello, come consigliere comunale e come amico, dal primo all’ultimo minuto della sua esperienza al comune di Taranto. Ho continuato a difenderLa anche in seguito, quando si era rimasti davvero in pochi, quando tanti erano fuggiti, addirittura negando e rinnegando l’esperienza politica fatta a suo sostegno. Detto questo, di Rossana, non si possono negare indiscutibili pregi e meriti. Rossana era un politico indubbiamente capace. La coalizione che la sosteneva è stato uno dei primi esperimenti politici di centrodestra allargato.

Aveva la capacità di dialogare con tutti e di coinvolgere tutti. In quella maggioranza vi era ogni forza del centrodestra e non solo, c’era una importante componente dei sindacati e del mondo produttivo, c’erano rappresentanti qualificati della società civile. A Taranto c’era, in pratica, tutto il sogno del compianto Pinuccio Tatarella che, per primo, aveva avuto quella visione del centrodestra. Soprattutto Rossana era capace di dialogare con la gente, con la città; da Tarantina verace e orgogliosa, era di casa nei quartieri più popolari dove, ancorchè laureata, sapeva esprimersi nel più puro dei vernacoli; nello stadio, dove non faceva passerella, ma incitava la squadra, neanche fosse il più esaltato tra gli ultras ; ovunque. Amava Taranto e ne era ricambiata. Rossana era politico capace anche perché aveva gli “attributi” per esserlo: la preparazione, il coraggio, la franchezza fino alla sfrontatezza, il timore reverenziale verso nessuno. Queste sue doti erano conosciute a tutti: ai politici regionali e nazionali, alla grande industria, a tutti i partiti. Rapporti con tutti, timore di nessuno. Personalmente, ritengo, che il più grande pregio del politico Rossana fosse l’avere avuto un progetto per la città. Aveva un sogno, voleva recuperare Taranto alla bellezza, ad una vocazione turistica staccata dalla monocultura dell’acciaio; una città proiettata al paesaggio, alla storia, all’arte.

Ci ha provato e, in parte, c’è riuscita. I denigratori di tutto dicevano che aveva fatto del centro cittadino un salotto. Era vero ed è vero. La sua idea era di fare, dell’intera città, un salotto, ma poi finì. Noi, la sua maggioranza, abbiamo condiviso quel sogno e l’abbiamo appoggiata senza riserve. Volevamo, tutti, affermare l’orgoglio di essere tarantini! Così fu, Taranto fu ammirata e invidiata, emulata. Eravamo tutti entusiasti. Di seguito si dirà che le spese per la città ne hanno provocato il dissesto: è falso! La verità fu occultata ad arte anche se, a piccoli sprazzi, qualcuno comincia a fare chiarezza, ma è ancora troppo presto. Di sicuro c’è che, dopo, nessun altro ha avuto un progetto per la città e se qualche idea, sporadicamente, si affaccia, è solo una imitazione, volgare, di quel periodo. Per onestà intellettuale mi sento anche di dire che non ho condiviso tutte le sue scelte. Spesso ho discusso con lei e spesso abbiamo mediato. Di sicuro non ho condiviso le sue dimissioni da Sindaco, men che meno il suo silenzio nella fase successiva e dopo la dichiarazione di dissesto. La città è rimasta non solo senza guida, anche senza risposte, risposte che lei poteva dare, tranquillamente. Anche il centrodestra rimase senza guida, complice il destino crudele che volle, tempo dopo, la prematura scomparsa del bravo on. Pietro Franzoso. Iniziò una traversata nel deserto, a mio avviso non totalmente terminata.

Un’intera classe dirigente politica fu annullata, senza colpa. Era una classe politica di entusiasti e di capaci, in larghissima parte, di galantuomini e gentildonne. Sono solo considerazioni politiche che contano poco in questi frangenti ma, una cosa è certa! Se chi muore, nel tempo, viene ricordato non per chi era ma per ciò che ha fatto, ci sono ottime ragioni di ritenere che Rossana sarà ricordata a lungo a Taranto. Per concludere con un piccolo ricordo personale, che nulla c’entra con la politica, non posso dimenticare con quale gioia ed entusiasmo mi raccontò del suo viaggio alla Madonna di Lourdes, del bagno con l’acqua benedetta. Era una credente ed era radiosa. Pensavo a questo, sabato sera, appresa la notizia, quando mi sono accorto che in tv davano proprio un film su Lourdes. Mi sono detto: ma tu guarda che coincidenza! E allora . . .addio Rossana, va’ dove credevi e che il cammino ti sia lieve.

Fiore Petrelli
già capogruppo di Alleanza Nazionale nell’amministrazione Di Bello

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